Belisario (Idv) a Polisblog: "L'Italia resti una repubblica parlamentare"

Presidente Belisario, capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, che idea si è fatto della bufera giudiziaria che sta travolgendo il Pd?
"Se la questione morale non ritornerà centrale nella politica italiana, assisteremo ciclicamente a fenomeni di corruttela o anche solo di contiguità fra politica ed affari. Quando la politica si sovrappone perfettamente agli affari, e quindi non si distingue l'una dagli altri, è inevitabile che la magistratura agisca da supplente e provochi un terremoto nei partiti che non si sono attrezzati per tempo. Ovviamente l'IdV non si meraviglia di questo: è da tempo che prova a convincere tutte le altre forze politiche a innovare e fare pulizia, ma con un Presidente del Consiglio che si fa le leggi per evitare i processi mi pare che l'inquinamento sia ai massimi livelli".

Si può parlare di una tangentopoli rossa?
"La legalità, come purtroppo la corruzione, non può avere colore, La prima è un obiettivo verso cui tutti siamo obbligati, per l'altra vale il detto "lo spirito è forte ma la carne è debole". Pur con qualche cambiamento di uomini, il sistema degenerativo ha continuato a funzionare all'interno dei partiti, a livello locale come a livello nazionale, malgrado le battaglie che una parte ahimé minoritaria delle forze politiche, Italia dei Valori in testa, hanno tentato di combattere. Un'azione che peraltro è stata contrastata da alcuni poteri forti, legati ad interessi economici sui quali, alla fine, può metter mano anche la criminalità organizzata".

Perché a suo avviso proprio ora nel Pd si discute nuovamente di alleanze e del rapporto col suo partito?
"Perché nel Pd ci si rende conto che la politica portata avanti finora non è di certo vincente. Lo si è visto in questi ultimi giorni anche in Abruzzo, ed allora si cercano capri espiatori. Anziché prendersela con l'incertezza dell'azione politica portata avanti o con le proprie inefficienze, a qualcuno è sembrato più conveniente prendersela con Antonio Di Pietro e con l'IdV, la cui azione avrebbe tolto voti e consensi al Pd. La realtà è che, oltre alle guerre fra le varie correnti ed anime interne, il Partito Democratico non ha saputo offrire nei primi mesi di questa legislatura una valida alternativa politica al centrodestra. L'opposizione al Governo Berlusconi, che pure sembrava il collante principale del centrosinistra, è risultata annacquata, svilita, forse sottomessa ad altri interessi, mentre per l'IdV è rimasto un punto ferma della sua azione".

Confronto col Governo. C'è qualche possibilità?
"Se il Governo procede per decretazione d'urgenza e a colpi di fiducia non vi è possibilità alcuna di confronto. Se poi cerca di modificare perfino la Costituzione per piegarla agli interessi di Berlusconi, per l'Italia dei Valori lo scontro sarà durissimo. Altra cosa è discutere nel Parlamento sulle regole che servono per rendere più moderno il nostro Stato: sul federalismo l'IdV ha accettato il confronto nelle commissioni parlamentari ed intende contribuire perché la riforma non disintegri lo Stato ma favorisca maggiore responsabilità nella classe politica locale".

Il presidenzialismo proposto dal premier vi trova favorevoli?
"Berlusconi, quando ha gravi problemi e non sa gestire la crisi economica e sociale che affonda l'Italia, si inventa delle bufale mediatiche che servono solo per distrarre i cittadini, riempire di polemiche inutili i giornali e occupare tutti gli spazi televisivi. L'Italia ha una Costituzione straordinaria a cui bisogna solo fare un restyling ma conservandone inalterati i principi. La nostra è, e deve rimanere, una repubblica parlamentare".

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