Monti? Per Napolitano non è candidabile. Centristi ko. Ma Montezemolo insiste e lancia "Italia civica"

Da Parigi arriva da Giorgio Napolitano una secchiata d’acqua gelata contro chi tenta scorciatoie tirando per la giacca Mario Monti per un suo impegno diretto e immediato in vista delle elezioni con i vecchi partiti o con quelli in formazione e in arrivo. Quello del capo dello Stato, più che una raccomandazione o un invito, è un vero e proprio monito di carattere istituzionale.

Napolitano, infatti, sic et simpliciter, ricorda ai partiti che il premier Mario Monti, in quanto senatore a vita, non è candidabile. Dopo le elezioni, semmai, i partiti potranno coinvolgerlo in esperienze di governo, ma in vista del voto Monti non può essere candidato da nessuno. Un “aiutino” non da poco per il premier prof che così può tirare un po’ il fiato – dedicandosi a tempo pieno nel lavoro finale del suo esecutivo – e osservare con maggior distacco il fare-disfare-rifare dei partiti, impegnati affannosamente nella ricerca del candidato leader e del candidato premier che non c’è.

Comunque, come nulla fosse accaduto, e per nulla intimorito dai sondaggi attualmente non incoraggianti, Luca Cordero di Montezemolo, dopo la significativa convention di sabato scorso fatta da Italia Futura, spinge sull’acceleratore per fondare il nuovo partito di centro in vista delle prossime elezioni politiche. Insomma, il presidente della Ferrari, con l’ausilio -fra gli altri- del ministro Andrea Riccardi di Dellai e di Olivero- fa sul serio: fra pochi giorni verrà presentato il nuovo (striminzito) programma elettorale e in particolare verrà ufficializzato il nome del nuovo soggetto politico.

Assente la parola “partito”, non mancherà la parola “civica”, i bene informati confermano le prime voci di sabato scorso, cioè: “Italia civica”, particolarmente amata dall’ex presidente di Confindustria. Ma non è detto, perché non sono state esclusi altri nomi, fra i quali “Lista civica” e “Movimento Civico Nazionale”.

Dettagli non insignificanti ma non fondamentali. Il vero nodo è un altro: trovare la persona autorevole, credibile e capace di unificare la galassia centrista, un Berlusconi tutto diverso dal Cav, ma con la sua stessa dote di leadership. Chi meglio di Mario Monti? Già. Ma, ma il prof non è sul mercato, almeno non per questa fase pre elettorale. Un limite non da poco per Montezemolo & C, costretti a giocare questa delicata e complessa fase di campionato senza il loro (presunto) number one.

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