Italia in declino: la stampa estera si accanisce

Molti italiani amano sapere che cosa si dice del nostro paese all'estero: una passione così diffusa che in rete c'è addirittura chi ha creato siti, come Italia dall'Estero e Che dicono di noi , in cui gli articoli che ci riguardano vengono tradotti nella lingua di Dante, per renderli comprensibili anche agli esterofili meno poliglotti.

Chi coltiva questa (insana) passione si sarà accorto che nelle ultimissime settimane del 2008 molti articoli si sono accaniti sullo stato precario dell'economia italiana, oltre che su quello indecente della nostra politica, sia essa targata maggioranza od opposizione.

Prendiamo ad esempio il quotidiano britannico "The Guardian": il suo corrispondente da Bruxelles David Gow, ha sostenuto in un editoriale di fine dicembre che, con la crisi finanziaria che si aggrava ogni giorno di più, sarebbe opportuno trovare il modo di impedire che a presiedere il G8 nel 2009 sia, come previsto, Silvio Berlusconi, definito tra le altre cose un "playboy 72enne".

Molto meglio sarebbe, secondo l'autore, affidare questa come altre istituzioni internazionali a personaggi di provata reputazione e affidabilità come l'iperattivo presidente francese Nicolas Sarkozy. Da parte sua la stampa francese non ci va certo con la mano meno pesante: il noto "Le Monde" ha recentemente pubblicato un articolo intitolato "Gli italiani si impoveriscono e lo Stato fa fatica ad aiutarli" e ha constatato con impietosa obbiettività che la sinistra italiana, nonostante le primarie (che molti in Francia prendono a modello), versa in uno stato drammatico.

Sempre il "Guardian" si è invece chiesto con preoccupazione: "La crisi finanziaria ci ha reso veramente più poveri degli italiani?", rispondendo ad un articolo de "La Stampa" in cui si notava che, con la svalutazione della sterlina rispetto all'euro, lo stivale ha superato il Regno Unito nella classifica delle potenze economiche mondiali.

Il quotidiano laburista conclude però il pezzo con una rassicurante (per loro) lista di stipendi e prezzi nei due paesi, da cui risultano salari sistematicamente più elevati per i britannici e beni di consumo costantemente più cari per gli italiani. Di che far venire agli esterofili made in Italy una bella depressione post-natalizia..

L'atteggiamento dei quotidiani esteri non è simpatico e può essere paragonato a quello degli avvoltoi, che si nutrono di cadaveri. La responsabilità di aver ridotto l'Italia ad una carcassa ricade tuttavia - come ha spiegato il nostro Massimo Falcioni - sulla nostra classe politica e su ognuno di noi.

Foto: agenziami, Flickr.

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