Monti sul Bilancio UE: "L'Italia paga troppo" e dà la colpa a Berlusconi


 
 
 
 
 
 
 
   
 



Mario Monti è volato a Bruxelles, la trattativa sul Bilancio dell'Unione per 2014-2020 si preannuncia durissima. Una battaglia che il premier è pronto a condurre con grande fermezza per riparare ai guasti nati all'epoca del governo Berlusconi fra il 2001 e il 2005. Il premier non chiama mai in causa direttamente il suo predecessore, ma il riferimento è chiarissimo:

Negli ultimi 10 anni l'Italia è stata sempre più un contribuente netto al bilancio Ue, una tendenza che si è intensamente aggravata con il risultato dei negoziati del 2005.

In quei negoziati il governo italiano dell'epoca accettò condizioni che Monti non ha intenzione di avallare nuovamente.

Per noi è assolutamente essenziale che l'Italia ottenga risultati migliori di quelli di oggi e migliori di quelli prospettati nelle bozze iniziali per quanto riguarda i fondi per la coesione, per quanto riguarda i fondi per l'agricoltura e anche per quanto riguarda i meccanismi di ripartizione. Non accetteremo soluzioni che consideriamo inaccettabili, saremo disposti anche dopo questa sessione, se non si raggiungerà un accordo a lavorare in modo costruttivo.

Qual è la situazione attuale, quella determinata dalle scellerate decisioni di Berlusconi? Semplice: l'Italia nel periodo 2007-2013 è stato il terzo paese contribuente mettendoci più soldi di quanti non ne incassi dall'Unione Europea sotto forma di contributi per progetti di sviluppo. Il nostro paese è il terzo paese in ordine di grandezza, il primo se si guarda ai termini relativi se si rapportano le cifre all'indice di prosperità. L'Italia si ritrova a pagare più di paesi più ricchi come Gran Bretagna, Svezia, Olanda e Austria.

Monti è deciso a rimettere le cose a posto, le sua esperienza in campo europeo (e la sua affabilità e disponibilità ad applicare politiche di austerità che tanto piacciono alla Merkel), potrebbero rivelarsi decisive. Si punta a recuperare i 5,9 miliardi di euro di saldo negativo degli ultimi anni, non sarà facile.

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