Sui docenti in esubero pugno duro della Gelmini

maria stella gelminiDella riforma Gelmini è stato detto tutto ed il contrario di tutto. La notizia di oggi riguarda il regolamento attuativo sulla riorganizzazione della scuola approvato dal consiglio dei ministri il 18 dicembre scorso.

Uno dei problemi più importanti da risolvere era che, per gli esuberi derivanti dalla riforma, fosse necessario ricollocare in qualche maniera gli insegnanti “di troppo”. La vecchia disciplina – dettata a tutela dei docenti e delle loro professionalità - prevedeva una procedura “complessa” in cui il trasferimento doveva essere concordato con i sindacati.

La vecchia disciplina, appunto… perché il nuovo regolamento, in maniera un po’ più sbrigativa, risolve il problema della complessità adottando la strategia della decontrattualizzazione: nel caso di esuberi, tutti i trasferimenti saranno disposti d’ufficio senza concordare nulla con i sindacati…

Naturalmente non è possibile stabilire oggi le quantità di esuberi esatte derivanti dalla riforma Gemini, ma un dato indicativo lo si desume dalla finanziaria estiva: quando il progetto sarà a regime, fra tre anni, saranno cancellate 87 mila cattedre. Tra quelle più a rischio sembrerebbero esserci quelle di Lettere e Musica alle scuole medie e delle Materie letterarie alle superiori.

Cosa accadrà quindi ai docenti rimasti senza cattedra? Il regolamento prevede che chi perderà il posto a causa dei tagli, dovrà accettare forzatamente anche di andare ad insegnare in un grado di scuola inferiore. Non sono un sindacalista (e non ho intenzione di prendere le loro parti) e non entro nel merito della cancellazione di “protezioni” sindacali conquistate negli anni, semmai ne possiamo parlare un’altra volta.

Leggendo il regolamento però una cosa voglio dirla perché salta abbastanza all’occhio: il tipo di approccio “o ti mangi ‘sta minestra o ti butti dalla finestra” omette un elemento importante, cioè le prevedibili cause per demansionamento che prevedo intaseranno i giudici del lavoro fin dalle prime “ricollocazioni”.

Ancora c’è aria di Natale, per ora non ho letto di proteste o di annunci di serrate, ma quando gli insegnati in esubero ed i loro sindacati digeriranno il panettone, immagino che ne vedremo delle belle.

foto: flickr | Giuseppe Nicoloro

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