Il "prof" ex brigatista Morucci fra favole e sangue

Il “professor terrorista” Valerio Morucci non potrà salire in cattedra. Almeno stavolta.

Il rettore dell’Università la Sapienza di Roma Luigi Frati, dopo le proteste di insegnanti e studenti, ha detto un inequivocabile “no”: “Morucci venga a parlare a via Fani”.

Morucci, ex brigatista rosso (pentito?!), la sua lezione l’ha già consegnata alla storia con il sangue di innocenti, quel tragico mattino del 16 marzo 1978 in Via Fani e con l’epilogo dell’assassinio di Aldo Moro.

Il Prof. Ordinario Giorgio Mariani aveva invitato Morucci lunedì 12 gennaio per un incontro con gli studenti, con questa motivazione: “Le autorità di polizia e di giustizia vedono con favore questi incontri che possono avere un contenuto educativo perché aiutano le nuove generazioni a scansare le tentazioni di ripetere scelte sbagliate, in particolare in un momento in cui la protesta legittima di studenti e giovani si fa sentire nuovamente”.

Evidentemente Morucci è più “istruttivo” del Prof. Ratzinger (Papa Benedetto XVI), cui un anno fa si impedì di parlare alla Sapienza.

Alle risibili motivazioni relative all’invito di Morucci rispondiamo con quanto scrisse Giorgio Bocca su Il Giorno del 23 febbraio 1975: “A me queste Brigate Rosse fanno un curioso effetto di favola per bambini scemi e insonnoliti e quando i magistrati, gli ufficiali dei carabinieri e i prefetti ricominciano a narrarla mi viene come un’ondata di tenerezza perché la favola è vecchia, sgangherata, puerile”.

Il “bello” delle favole è che continuano ad essere raccontate. Perché c’è sempre chi le vuole ascoltare.

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