La nuova geografia del collegio cardinalizio in vista di un futuro conclave

La nuova geografia del collegio cardinalizia in vista di un futuro conclave

Con la creazione dei sei nuovi cardinali da parte di papa Benedetto XVI si è avuta una maggiore internazionalizzazione del collegio cardinalizio. Di poco, certo. Non solo, però. Secondo il vaticanista Giacomo Galeazzi:

Con il mini-concistoro Benedetto XVI indica la strada per uscire da Vatileaks, "purifica" le gerarchie ecclesiastiche corrose dagli scandali, traccia l'identikit del suo successore: extraeuropeo e pastore di comunità perseguitate.

La nuova geografia del collegio cardinalizia in vista di un futuro conclave

Con il nuovo concistoro il numero dei cardinali elettori (quelli cioè che hanno meno di ottant’anni e possono entrare in conclave per l’elezione del papa) torna a essere di centoventi. Situazione destinata a cambiare in un paio di settimane: il prossimo 8 dicembre compirà ottant’anni il brasiliano Eusébio Oscar Scheid e poi nel corso del 2013 sono dieci i porporati che raggiungeranno la soglia degli ottanta (tra questi gli italiani Severino Poletto e Raffaele Farina). Al momento attuale, comunque, nel Collegio Cardinalizio sono rappresentati i cinque Continenti con sessantasei Paesi, quarantotto dei quali hanno Cardinali elettori.

Scrive sempre Galeazzi:

Di questi [centoventi elettori] sessantasette sono ora di nomina ratzingeriana, pari al cinquantasei per cento del collegio votante. Il futuro conclave sarà dunque caratterizzato dalle scelte compiute da Benedetto XVI negli ultimi sette anni, anche se proprio quanto accadde nell’ultima elezione papale invita alla cautela: nel 2005 gli elettori del successore di Papa Wojtyla scelsero in conclave uno degli unici due porporati presenti che non dovevano a Giovanni Paolo II il loro cardinalato, per l’appunto, Joseph Ratzinger.

La nazione con più cardinali è l’Italia: sono cinquanta, infatti, i porporati italiani di cui ventotto elettori e ventidue ultraottantenni. In Italia abbiamo anche il cardinale più anziano di tutto il collegio cardinalizio: è Ersilio Tonini che di anni ne ha novantotto. A dire il vero la top five dei cardinali più anziani parla italiano: oltre a Tonini, abbiamo Fiorenzo Angelini (96 anni), Domenico Bartolucci (95), Giovanni Canestri e Giovanni Cheli (entrambi 94).

La nuova geografia del collegio cardinalizio in vista di un futuro conclaveVa da sé che è l’Europa che ha più cardinali (ci riferiamo solo agli elettori): ce ne sono sessantadue; segue l’America latina con ventuno, l’America del Nord con quattordici, l’Africa e l’Asia ognuno con undici porporati e infine l’Oceania con un cardinale elettore.

Sempre riferendoci ai cardinali elettori, le nazioni che al momento attuale non hanno un cardinale sono le seguenti (in ordine alfabetico): Angola, Camerun, Corea, Costa d’Avorio, Iraq, Lettonia, Malta, Mozambico, Nicaragua, Nuova Zelanda, Romania, Slovacchia, Thailandia, Uganda, Zambia.

Un’ultima annotazione sul concistoro: tra i nuovi cardinali c’è l’arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle (55 anni), che viene visto come il protagonista del concistoro. Il suo peso è destinato a crescere ed è considerato “papabile”. Durante il concistoro il cardinal Tagle si è commosso: un gesto di umanità che fa bene alla chiesa molto più di mille dichiarazioni, soprattutto in questo periodo.

Foto | Getty

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