La battaglia italiana per Gaza: Veltroni contro Frattini

Mentre ben più importanti vicende accadono sul fronte mediorientale, ci coglie l'obbligo di dar notizia degli scontri di casa nostra sul medesimo argomento. Stamane il leader del Pd Walter Veltroni ha infatti ritenuto di abbandonare l'alveo pilatesco dell'idolo Obama, prendendo posizione sugli attacchi di Gaza. Per la verità lui come altri, che vedremo più avanti, sembra più voler sfruttare l'occasione per attaccare il governo, ma vediamo insieme le sue dichiarazioni.

"Chiediamo che l'Italia si muova per un immediato cessate il fuoco, facciamo appello per un immediato aiuto umanitario alle popolazioni civili duramente colpite, chiediamo che la parola torni all'iniziativa politica. Per questo è anche fondamentale un ruolo attivo sulla scena politico diplomatico degli organismi internazionali e dell'Europa, che però oggi, in una situazione tanto drammatica e delicata, appare divisa e incerta. In questo quadro particolarmente inadeguata è la posizione italiana: Frattini aveva annunciato, solo pochi giorni fa, di aver ricevuto assicurazioni che non vi sarebbe stata una offensiva di terra a Gaza e in queste ore viene smentito. Lo stesso ministro degli Esteri aveva parlato di una iniziativa congiunta italo-francese senza che alle parole seguissero i fatti. L'Europa, come hanno fatto già Francia e Gran Bretagna che chiedono una tregua immediata, e l'Italia debbono ritrovare una forte presenza e iniziativa sulla scena mediorientale e come due anni fa in Libano assuma concrete iniziative che consentano di ottenere la tregua, di garantirne il rispetto. Questo con l'obiettivo di ricostruire le condizioni trovare una soluzione dei conflitti basata sul riconoscimento dei diritti dei due popoli. Nessuno può pensare di affrontare la crisi usando la forza piuttosto che non attraverso una chiamata all'impegno degli organismi internazionali

Mentre Leoluca Orlando, mandato avanti da Di Pietro come di consuetudine quando l'argomento interessa poco, ha esposto la posizione dell'Idv (sospendere le azioni belliche/sedersi intorno a un tavolo/parlare), curiosamente simili appaiono le posizioni dei partiti centristi di ambo le sponde, esposte oggi da Cesa e Rotondi. In parole povere, la fiera delle banalità. Torniamo invece a Frattini. Il ministro degli Esteri non ha certo brillato per originalità, anche se va detto che la posizione della Farnesina appare decisamente più sbilanciata a favore di Israele rispetto alla tradizione levantina della nostra politica mediorientale. Ricordiamo che noi rimaniamo sempre il paese che liberò il responsabile del dirottamento dell'Achille Lauro Abu Abbas.

«Noi siamo fortemente preoccupati e ovviamente molto addolorati per le vite innocenti che i civili palestinesi pagano purtroppo questa situazione orrenda causata purtroppo da Hamas che ha violato la tregua, ma ovviamente facciamo un appello fortissimo e accorato a Israele perchè eviti in assoluto azioni che possano compromettere la vita e l'incolumità fisica di tanti civili innocenti» queste le parole di Frattini, tratte da un'intervista a Radio Rai e riportate dal Corriere. E in conclusione «si deve anzitutto trovare un accordo in Consiglio di sicurezza dell'Onu», poiché «la credibilità della comunità internazionale è tutta in gioco».

Come vedete la Farnesina all'origine opera un distinguo (si noti la parte in neretto), ma in conclusione si augura la fine dell'attacco. Questo è ciò che intendevamo ieri, dicendo che il passare del tempo gioca contro Israele, se persino i migliori alleati cominciano a prenderne le distanze. La rapidità è cruciale, se non per eliminare del tutto Hamas, cosa al momento improponibile, almeno per ridurre in cenere gli impianti di lancio dei missili kassam.

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