Satira: non spariamo "castate"

Sprechi, clientele, privilegi. Alitalia è stata, per un ventennio e oltre, l'Eldorado che ha saziato gli appetiti politici più rapaci. Si sono mangiati tutto, hanno lasciato giusto gli aeromobili perché sono difficili da affettare. Nessun manager ha voluto o ha saputo cambiare le cose, nemmeno l'ex presidente della compagnia di bandiera Giuseppe Bonomi (oggi numero uno Sea), uomo di riferimento dei leghisti. Adesso il Carroccio e le istituzioni lombarde sbraitano per la possibile partnership con Air France e per il ventilato ridimensionamento di Malpensa. Non era meglio preoccuparsi prima? La cicala e il Formigoni

E gli industriali dove sono finiti? Fino a pochi mesi fa sembravano pronti a tutto per difendere lo scalo milanese. Adesso? Nessuna voce più si leva. Non sarà per caso che è meglio non dar noie a Marcegaglia e Tronchetti Provera che sono diventati azionisti della nuova Alitalia? Mai dire Cai

Di dimissioni non se ne parla. Né per Bassolino né tantomeno per la Iervolino. Sarebbe forse giunta l'ora, ma Rosa “ugola d'oro” rifà la giunta. E va avanti. Il rinnovamento non manca anche se Nicolais non è d'accordo. Peccato non sia stato chiamato in squadra Gigi D'Alessio. Almeno Veltroni avrebbe potuto applicare il vecchio adagio: “Canta che ti passa”. Siamo davvero al fondo del barile. Raschio...Angioino

E intanto c'è chi, a Napoli, rimpiange addirittura la vecchia Dc. Ciò accade malgrado si intuisca che i vecchi leader locali della Balena bianca continuavano a flirtare, anche di recente, con Alfredo Romeo. Pomiciando Pomicino

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