Roma: “boicottare i negozi gestiti da ebrei”. Boomerang politico o bufala pro Israele?


La notizia, riportata da Focus on Israel, ripropone l'annosa questione della semplificazione della questione Palestinese e del giudizio sull'operato dello Stato di Israele: Giancarlo Desiderati, segretario provinciale del sindacato autonomo del commercio Flaica di Roma, avrebbe proposto di boicottare i negozi gestiti da commercianti di fede ebraica, come estrema protesta contro l'ennesimo massacro che le truppe israeliano stanno completando a Gaza.

Un gesto di forte dissenso verso lo Stato di Israele giustificato dalla brutalità della reazione militare e dalla necessità di reagire con sistemi diversi dalle consuete (ma inutili) manifestazioni di piazza. Inevitabile, da parte del blog evidentemente schierato sotto una certa stella, il richiamo alle Leggi Razziali del 1938 e alla conseguente chiusura dei negozi non ariani.

E qui scatterebbe il biasimo per il sindacalista crudele e antisemita. Però se si va a guardare sul sito del sindacato in questione e si legge il comunicato stampa intitolato Soldi sporchi di sangue, si scopre che la proposta riguarda il boicottaggio dei prodotti israeliani del commercio a Roma, (molto diffusi nei negozi di abbigliamento un pò in tutte le principali vie di shopping) in segno di protesta e sdegno contro questo massacro riconosciuto e condannato, ormai all'unanimità, dall'intero panorama politico internazionale. ... Diffonderemo appositi comunicati nei centri commerciali e nelle reti a nostra diffusione ritenendo che solo boicottando anche l'attività economica, molto sensibile agli appetiti Israeliani, costituiremo un deterrente al massacro di Gaza.

Quindi, tralasciando l'introduzione da brividi sulla vittoria del sistema capitalistico imperialista sui diritti, le libertà, oltre che del popolo palestinese, di tutta l'umanità, nel testo non si trova alcun riferimento alla religione ebraica degli esercenti, quanto piuttosto alla provenienza israeliana delle merci. E non è la stessa cosa.

Mistificazione e propaganda in favore dell'esercito con la Stella di Davide o semplice malinteso?

A voi l'ardua sentenza.

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