Primarie Pdl, nei sondaggi testa a testa Alfano-Meloni, mentre Berlusconi fa la "lista nera"

Angelino Alfano Tg5
Ancora non si sa se si faranno – Alfano le vuole ancora, ma tutto dipende dalle decisioni di Berlusconi, che sembra sempre più vicino a lasciare il partito che ha fondato –, ancora non si sa chi si candiderà – Galan, Sgarbi e la Mussolini si sono ritirati – ma qualche coraggioso istituto di sondaggi ha provato ugualmente a tastare il polso dell'elettorato e capire quali sono le tendenze dei seguaci del Pdl. La settimana scorsa ci ha provato SWG per la trasmissione di Rai Tre Agorà: in quel sondaggio Alfano era in testa con il 32% delle preferenze, seguito da Alessandra Mussolini e Gianpiero Samorì al 14%, a seguire Giorgia Meloni che aveva appena annunciato la candidatura.

Ora le cose sono cambiate, la Mussolini si è fatta indietro, Samorì sembra tornato nell'anonimato e la Meloni ha iniziato una agguerrita campagna elettorale. L'istituto Datamonitor fotografa quindi una corsa a due tra il segretario Pdl e l'ex ministro della Gioventù. Secondo questo sondaggio, condotto tra il 20 e il 21 novembre, Angelino Alfano avrebbe il 36% di voti, in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti. Giorgia Meloni sarebbe al 24%, anche lei in crescita. Seguono Guido Crosetto, al 16%), Daniela Santanché all'8%, Samorì al 7%, mentre all'1% si trovano ex-aequo l'amazzone di Berlusconi Micaela Biancofiore e il "formattatore" Alessandro Cattaneo.

Il sondaggio dell'istituto SpinCon per il quotidiano L'Opinione, condotto tra il 19 e il 21 novembre, vede invece una situazione molto più incerta. In questo caso è in testa Giorgia Meloni, con il 30,8% delle preferenze, mentre Alfano deve accontentarsi del secondo posto con il 28,5%. Stabilmente terzo ma fuori dai giochi Crosetto, con l'11,6%. Samorì e il ritirato Galan attorno al 5%, Cattaneo al 3,8%, la Santanché e i ritirati Sgarbi e Mussolini attorno al 2%. Molto alta secondo questo sondaggio la percentuale di indecisi, poco sotto il 10%.

Tutto questo mentre il caos scorre potente tra le fila del partito, e le notizie si susseguono contraddittorie: Berlusconi ha deciso anzi no, fonderà la nuova Forza Italia oppure riprenderà in mano il Pdl, mollerà Alfano al suo destino oppure salverà il partito. E sui giornali cominciano a circolare le "liste nere" di chi Berlusconi non vorrebbe con sé nella nuova avventura: sicuramente fuori gli ex An La Russa e Gasparri, così come Cicchitto, ma forse anche insospettabili come Brunetta, Frattini e la Carfagna. Mentre tra coloro che sicuramente seguirebbero il Cavaliere ci sono Denis Verdini, Daniela Santanché, Mariastella Gelmini, Paolo Romani, Rocco Crimi e Sandro Bondi, convocati ad Arcore per discutere della nascita del nuovo soggetto politico.

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