Ore 12 - Berlusconi, Bossi, Veltroni: leadership e ... "manico"

altroPuò far piacere o no, ma bisogna prendere atto che Silvio Berlusconi ci sa fare.

E anche Umberto Bossi non scherza.

Tradotto, significa che sia il Cavaliere che il Senatur fanno politica, sanno fare politica. Qui sta la differenza fra i cosiddetti due poli.

Nel Pd si vive sotto l’incubo della perenne spaccatura: in qualsiasi momento e su qualsiasi argomento la differenza di opinioni porta a contrasti insanabili che sfociano in incomprensioni e fratture fra persone, strutture, componenti, correnti.

Si dirà: è così perché manca il collante del potere. No. Era così anche quando il centro sinistra governava l’Italia con Prodi ed è così oggi con il centro sinistra nel governo locale della maggioranza di comuni, province e regioni.

Sull’altro versante non mancano certo le tensioni. Proprio ieri il caso Alitalia è stato lo spunto per una “verifica” politica fra il Premier e Bossi sui nodi che stringono la maggioranza: la riforma della giustizia, il provvedimento delle intercettazioni, il rimpasto di governo, il federalismo fiscale.

Le polemiche e i toni alti della Lega si sono smorzate di fronte alle “promesse” di Berlusconi che, evidentemente, per il Carroccio valgono come “garanzie”. Riguarda la questione Alitalia/Malpensa/Fiumicino e gli altri temi.

Non si può non riconoscere che anche così si esprime una capacità di leadership, che a Silvio Berlusconi non può essere negata.

E non si può non prendere atto che, almeno fino a prova contraria, la “ruvidità” dialettica e la “semplificazione” di merito di Bossi non esasperano il confronto interno e non debordano nella rottura politica.

Anche stavolta il "logoramento" è rientrato e l’alleanza pare rafforzata.

L’esatto opposto di quel che accade nel Pd in particolare e nell’opposizione in generale.

Dove sta il problema? Nel “manico”.

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