Berlusconi rinvia l'annuncio di Forza Italia

Non si poteva certo pensare che tutto sarebbe andato liscio: che Silvio Berlusconi avrebbe lanciato il suo nuovo partito giovedì, che le primarie sarebbero state affossate in un amen e che Angelino Alfano avrebbe deciso di dire addio ai suoi sogni di gloria per seguire il Cavaliere nella sua nuova avventura che nasce già vecchia. E infatti sono partite le grandi manovre per fermare il Cavaliere prima che sia troppo tardi.

Lo schema è sempre lo stesso: il Cavaliere fa qualcuno dei suoi annunci, i suoi ex peones si guardano sbigottiti e per un paio di giorni regna la confusione. Poi qualche mediatore si mette in moto e riesce a calmare gli animi di Berlusconi. Dopodiché non si capisce più cosa succederà (primarie sì o no, in primis) finché il 'padre nobile che vuole ancora candidarsi' non fa qualche altro incredibile annuncio. La situazione al momento è questa: Alfano e il Pdl sono ancora disposti - consapevoli però di quale sarebbe il danno d'immagine - a rinunciare alle primarie per consentire a Berlusconi di candidarsi come premier per il Popolo delle Libertà. Una mossa che però sarebbe accettata con molti mal di pancia e qualche sicura defezione.

Una situazione completamente diversa si crea invece se Berlusconi vuole creare Forza Italia 2, lasciare il Pdl a se stesso, ma pretendere un'alleanza con il suo vecchio partito in cui lui venga appoggiato come candidato premier. Ecco, questa strada - quella che Berlusconi preferisce - è tutto tranne che scontata. E a farlo capire ci ha pensato Quagliariello: "In presenza di un altro partito nulla è automatico". Messaggio chiaro: non solo sarebbe da valutare la sua candidatura a premier, ma non si potrebbe dare per scontata nemmeno l'alleanza. Insomma, se Berlusconi vuole sfasciare tutto, i suoi ex fedelissimi non possono certo rendergliela facile.

Ma c'è qualcuno che può minacciare il Cavaliere? Beh, non è detto che funzioni, ma quando contro si mettono Cl, il Vaticano e l'Europa anche Berlusconi tentenna. Ed è così che sta andando: il fuoco è partito dall'intervista all'HuffPost di Mario Mauro, capogruppo del Pdl al Parlamento europeo e pezzo grosso di Comunione e Liberazione: "Chi si assume la responsabilità di spaccare il Pdl commette un errore tragico. E diventa un nemico del centrodestra. Per me Berlusconi non è più il candidato premier". Una posizione che significa una cosa sola: nessuno di Cl seguirà il Cavaliere. E non è poco.

Poi ci sono i montiani, che vedrebbero vanificato tutto il lavoro fatto a livello internazionale per costringere Berlusconi a dimettersi. E infine la Cei e il Vaticano, che vogliono un Pdl - rigorosamente libero dal Cavaliere - compatto e forte da tenere come interlocutore di primo piano. Tutto questo alla fine ha sortito un risultato, l'ex premier ha rinviato la sua decisione. Se sarà separazione dal Pdl, non sarà consensuale, anzi.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO