Save Gaza: Naomi Klein e il boicottaggio economico di Israele

da flickr, https://www.flickr.com/photos/brocco_lee/41932721/, common creative “La strategia più efficace per fermare un’occupazione sempre più sanguinosa è far sì che Israele diventi il bersaglio della stessa specie di movimento globale che fermò l’apartheid in Sudafrica”. Così Naomi Klein, giornalista di fama mondiale e autrice di No Logo e Shock Economy, scrive sul The Nation a proposito di strategie non violente per fermare la mattanza di questi giorni, e più in generale la totale devastazione della Palestina.

Premesso e appurato dell'autorità nulla dell'Onu (che senza il permesso di Israele a Gaza non ci entra neanche), come sempre inattivo e impotente, la società civile cerca di mobilitarsi concretamente per fermare la tragedia infinita mediorientale. E non è affatto semplice, soprattutto in Italia dove c'è una confusione totale voluta appositamente tra antisemitismo, antisionismo e critica al governo di Israele. E siamo sempre lì, nel bel Paese è di moda e conveniente la disinformazione di massa.

Continua Naomi Klein: "Alla causa del boicottaggio economico contro Israele hanno aderito in questi giorni circa 500 artisti e studiosi israeliani. Questi “hanno inviato una lettera agli ambasciatori stranieri chiedendo di sollecitare ai loro governi misure restrittive e sanzioni”. Il boicottaggio al Sudafrica fu effettivo. Ma Israele viene trattato coi guanti bianchi. Questo sostegno internazionale deve cessare. Molti di noi non riescono ancora ad abbracciare questa causa. Le ragioni sono complesse, emotive e comprensibili. Ma semplicemente non valgono abbastanza. Le sanzioni economiche sono l’arma più efficace nell’arsenale della non violenza”.

Confondere antisemitismo e critica al governo di Israele, responsabile di 1000 morti in pochi giorni, è semplicemente una falsificazione tanto cara ai nostri media e politici, per screditare "l'avversario" in mancanza di argomentazioni. In Italia, con una destra appiattita sull'amicizia a tutti i costi con Israele, dov'è finita la capacità di mediare tra i due mondi della sinistra?

Vi rimando al The Nation per analizzare le ulteriori riflessioni della Klein, che chiude in modo molto concreto, citando il caso di Richard Ramsey, responsabile di una compagnia inglese specializzata in tecnologia per internet: "Dopo l’inizio dell’assalto a Gaza, Ramsey ha rotto i rapporti con la compagnia israeliana MobileMax con questa email: a causa dell’azione del governo israeliano degli ultimi giorni non ci riteniamo più nella posizione di fare affari con voi né con nessuna altra compagnia israeliana. Ramsey ha dichiarato che la sua non è stata una decisione politica; semplicemente non voleva rischiare di perdere clienti".

Conclude la Klein :“E’ stata questa sorta di freddo calcolo affaristico che ha portato molte industrie a rompere i rapporti con Sudafrica, vent’anni fa. E precisamente questo calcolo rappresenta la nostra più realistica speranza di rendere alla Palestina quella giustizia che le è stata così lungamente negata”. Che ne pensate?

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO