Alitalia - Air France: l'opinione della stampa estera


L'affaire Alitalia potrebbe sembrare tipicamente italiano e provinciale se si guardasse solo al suo svolgimento, ai suoi modi e agli infiniti, italici colpi di scena. Tuttavia si tratta anche di una questione di rilevanza europea, se si considera che il nostro mercato di biglietti aerei è il quarto del continente per dimensioni.

Abbiamo dato perciò un'occhiata alle reazioni dei quotidiani esteri e, come purtroppo spesso accade, i commenti sono ben poco lusinghieri per il nostro paese. In Francia innanzitutto dove, come ci ha raccontato Marco Paganini, Les Echos ha salutato la svendita con un lapidario "Merci Berlusconi!".

Ma c'è anche Le Monde che, nonostante il maggior understatement che lo contraddistingue, afferma che "i contribuenti - e i consumatori - transalpini (ndr: noi) fanno le spese di quello che era diventato uno psicodramma politico" per poi definire la campagna elettorale anti-Air France di Berlusconi della primavera 2008 come "populista".

Il moderato Le Figaro, da parte sua, mette nero su bianco che l'interesse dei "salvatori della patria" di CAI per Alitalia si può spiegare con la speranza di essere ricompensati con contratti e appalti in occasione dell'Expo 2015 milanese. Air France, invece, "mette sotto chiave la situazione e si garantisce la possibilità di un vero e proprio acquisto tra qualche anno, se lo desidererà".

Anche la stampa tedesca è evidentemente interessata all'operazione: Der Spiegel rileva che l'Italia diventa un terreno di "guerre aree" perché la "risorta Alitalia dovrà affrontare la concorrenza tedesca in casa": Lufthansa è infatti determinata a garantirsi una fetta del "redditizio mercato italiano" attraverso l'affiliata Lufthansa Italia di stanza a Malpensa. Il settimanale di Amburgo prevede tra l'altro che la compagnia di bandiera tedesca potrà finalmente entrare in concorrenza con Alitalia e AirOne sulla redditizia tratta Milano-Roma, in quanto "con ogni probabilità la Commissione Europea intimerà di aprirla ai concorrenti".

Il sito della prestigiosa trasmissione di informazione televisiva Tagesschau ci va invece giù pesante affermando che "il continuo via vai di proposte ha rafforzato i pregiudizi sugli italiani, inadeguati e completamente incapaci di pianificazione, che purtroppo molti di noi hanno". La colpa? Dei politici italiani e soprattutto di Silvio Berlusconi, che hanno "usato Alitalia per i loro giochetti di potere, per imporre senza alcun riguardo i propri interessi". I discorsi del Presidente del Consiglio sull'italianità? Semplicemente "stupidi". L'articolo ritiene poi che difficilmente la nuova compagnia non ripeterà i disastri della precedente, e che l'unica speranza sembra essere una completa acquisizione della stessa da parte di Air France.

Come sempre però i più caustici sono i britannici: il popolare Daily Telegraph dopo aver affermato che "questa estenuante pantomima nazionale ha creato molti vincitori, a partire da Silvio Berlusconi, mentre i grandi sconfitti sembrerebbero essere gli italiani", conclude infatti: "si dice che i paesi hanno il leader che si meritano. L'Italia potrebbe adesso avere anche la compagnia aerea che si merita".

Foto: Giorgio Montersino, Flickr.

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