Ore 12 - Social card, flop o imbroglio?

altroVe li ricordate il premier Silvio Berlusconi e il ministro Giulio Tremonti quando sbandierarono la “social card” come toccasana per le tasche vuote degli italiani più disagiati?

Come spesso accade con questo governo di centro destra (a dire il vero era lo stesso anche con gli esecutivi di centro sinistra) ai grandi annunci non segue mai la verifica dei risultati rispetto a un provvedimento preso.

Le social card promesse dal governo erano 1.400.000. Ma pare ne siano state assegnate solo 520.000 (poco più di un terzo!) e di queste risulta che 190 mila non avevano nessuna copertura.

Il motivo? Per ottenere la social card si è voluto sommare troppi requisiti, riducendo drasticamente i beneficiari in modo non equo. E’ infatti molto discutibile applicare sia l’Isee, che è un parametro familiare che già considera più fonti di reddito compreso il patrimonio, sia il reddito individuale.

In pratica si tiene conto delle risorse della famiglia ma non del carico. Con tali criteri l’operazione social card non poteva che finire così, in un fallimento.

Adesso 100 deputati dell’opposizione chiedono al ministro dell’Economia Tremonti di riferire con urgenza in aula. Perché, attacca il parlamentare del Pd Franco Laratta, “si tratta di una vera e propria truffa del governo nei confronti della povera gente”.

Non rimane che aspettare la risposta del governo, sperando che Tremonti dia numeri certi e inconfutabili.

Non lo vogliamo chiamare imbroglio, ma solo flop? Si dica almeno la verità. Delle scuse del governo alla povera gente non gliene importa niente.

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