Il Corriere scopre Gaza: quando i fatti ritornano al centro dei media

da flickr, https://www.flickr.com/photos/kinowo_media/2126962952/"Quello di Lorenzo Cremonesi del “Corriere della Sera” è il primo reportage di un giornalista italiano entrato nella Striscia di Gaza. E chi ha occhi per guardare vede e se vede racconta: “almeno l’80 per cento delle vittime –si legge nel pezzo sul Corriere- sono bambini, anche piccolissimi, donne, anziani. Qui si sta sparando contro la società civile senza porsi troppi problemi”.

Come sottolinea G.Carotenuto, studioso di politica internazionale e docente di giornalismo, è confortante vedere come ogni tanto quando i reporter fanno il loro mestiere, ossia vanno sul campo, i quotidiani si risvegliano e riescono ad essere ancora un minimo ancoraggio alla realtà.

Così è per il Corriere della Sera, dopo giorni a evidenziare i razzi di Hamas e a sminuire gli attacchi "mirati" di Israele forse si sono accorti che a Gaza è in atto un aggressione totale, senza distinzione tra civili e combattenti, tra militanti donne e bambini. Oggi è stato colpita anche la sede dell'Onu, un gesto simbolico che evidenzia ancor più l'impotenza delle Nazioni Unite, rese tali da anni di orecchie da mercante nei confronti di guerre pretestuose come l'Iraq e diktat dei gli stati più (pre)potenti.

E in quest'ennesima dimostrazione di poca credibilità dei media italiani viene in mente uno degli ultimi libri di Marco Travaglio, "La scomparsa dei fatti", che si chiede "Cos'è il giornalismo in Italia al giorno d'oggi? Fatti separati dalle opinioni oppure niente fatti, solo opinioni?". Qui sta uno dei cavalli di battaglia di un certo modo berlusconiano di fare informazione. E uno dei motivi del suo successo.

E' così ormai i telegiornali non sono più giornalisti dietro al fatto, ma primi piani di politici in pectore che ci dicono la loro opinione, e così per mezzora di noia mortale. Tutto sentito e strasentito. Per esempio è stupefacente in questo periodo quanto sia in video Cota della Lega, ha quasi più spazio del Presidente delle Repubblica. O quanto superficiale sia il dibattito su Cesare Battisti e la sua mancata estradizione (a questo proposito vi consiglio vivamente il pezzo di V.di stamattina).

Come è altrettanto allucinante constatare la violenza verbale di chi di Gaza ne fa una questione o "pro o contro Israele". Come se fosse una questione da stadio, o l'uno o l'altro. La realtà e l'impegno per cambiare, come ricorda Carotenuto sono altra cosa:

"Rifiutare la logica di guerra da qualunque parte essa provenga. E ripudiare l’estetica della bella morte e del martirio utilizzata da Hamas. Israele ha dalla sua l’obbrobrio della sua forza militare. Che vi piaccia o no la forza del più forte paga, la violenza del più forte paga e il più debole per vincere può solo essere più intelligente del più forte. Gli israeliani stanno vincendo mentre i palestinesi, che restano le vere vittime, con i Qassam di Hamas, questa guerra la stanno perdendo"

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