Annozero 1/2009. La diretta di PolisBlog


Cari amici di PolisBlog,
tra un’ora circa daremo qui inizio alla telecronaca diretta e commentata della prima puntata del 2009 di Annozero, interamente dedicata alla Guerra nella Striscia di Gaza. Preparate telecomando, mouse e tastiera: l'appuntamento è alle ore 21.

Ore 21.05: Comunque la pensiate, benvenuti alla diretta di PolisBlog!
Apre la puntata Marco Travaglio, come d'abitudine. E si torna a parlare di De Magistris e dell'inchiesta Why Not. Travaglio ricostruisce la storia di alcuni dei magistrati di cui il ministro Alfano ha chiesto il trasferimento e aggiunge un retroscena... Le scelte del ministro non sarebbero del tutto lineari visto che solo il tribunale del riesame potrebbe esprimersi sullo scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro. Dalla decisione del Riesame emergerebbe che i giudici di Salerno avevano ragione a perquisire i colleghi di Catanzaro. Per Travaglio quella di Alfano è una invasione di campo che va oltre la divisione dei poteri.
Citazione di Brecht in chiusura. Ottimo ed efficace inizio di trasmissione direi.

21.15 Iniziano le immagini dalla Striscia di Gaza.
Dalle beghe giudiziarie di casa nostra si passa ad un dramma vero. Santoro parte dalla scrittrice israeliana Manuela Dviri, che ha perso un figlio nella guerra del Libano. Si parla subito dei bambini morti durante i bombardamenti di Gaza, di una guerra inutile e barbara che pretende di impostare un dialogo basato sulle cannonate. Lucia Annunziata viene interpellata sulla legittimità dell'operazione Piombo Fuso come legittima difesa di Israele verso i missili di Hamas e sull'eccesso nell'uso della forza da parte dell'esercito israeliano. La Annunziata racconta dei 4 anni passati a Gerusalemme e cerca di separare razionalità e sentimenti. Secondo lei Israele ha perso, dall'ultima guerra in Libano, la capacità di combattere e di ottenere risultati sul campo con un basso numero di morti. La Annunziata cerca di ricostruire le ragioni di Israele, che si sente insicura e in guerra, e quelle dei Palestinesi, che subiscono azioni sbagliate e stanno soffrendo. Trattare con Hamas? Per lei è una domanda inutile, tanto è Hamas a non voler trattare. Bisogna trattare direttamente con l'Iran.

21.30 Santoro tenta di riportare la discussione alla situazione militare sul campo con uno spezzone del film-cartoon Il valzer con Bashir.
Anche qui soldati che sparano, come in un fumetto animato, e scoprono la distruzione che causano dopo aver sterminato una famiglia dentro una mercedes.
Santoro lancia poi un video, il racconto di una donna palestinese con alcuni bambini che racconta di come sarebbero stati radunato 100 persone dentro un edificio che sarebbe stato poi bombardato da Israele. Un altro racconto: un uomo palestinese racconta le violenze subite da parte delle truppe israeliane e i rastrellamenti che hanno effettuato, distruggendo le case con missili e bombe. Primo piano di una bambina ferita alla testa, con lo sguardo fisso, che racconta altri episodi di guerra subiti dai civili. Si torna in studio e al linea passa a Milano per le interviste con i ragazzi della comunità palestinese.

21.50 Si passa dalle immagini della distruzione di Gaza alla parte più politica, con gli intervistati che spiegano le ragioni dei resistenti palestinesi e le difficoltà di chi vive in quei territori. Due ragazze palestinesi parlano di punizione collettiva e di uso sproporzionato della forza e della violenza. Santoro allora fa parlare l’analista militare Andrea Nativi per spiegare il concetto di legittima difesa e il concetto di proporzionalità dell'uso della forza.
Nativi spiega che questo criterio, in guerra, è praticamente inapplicabile una volta iniziato un conflitto. Non esiste un diritto bellico che impone un limite all'uso della forza tra stati in guerra. Inoltre combattere in ambienti urbani altamente popolati senza fare vittime civili è tecnicamente impossibile. Nativi cerca di togliere il velo "romantico" alla questione, rimettendo in chiaro che una guerra viene fatta per distruggere e che non a caso i giornalisti sono stati tenuti lontani da Gaza. Nativi sottolinea l'importanza della comunicazione nel conflitto. Santoro cerca di capire con Nativi chi, tra Israele e Hamas abbia violato la tregua: Hamas avrebbe risposto ad una provocazione cadendo in una trappola tesa da tempo.

Ore 22. Il giornalista di Al Jazeera-International per l’Europa Claudio Lavanga spiega che se si vogliono avere informazioni di prima mano sulla guerra basta guardare la tv per cui lavora. Lavagna riporta le testimonianze dei profughi e dei civili che subiscono i combattimenti a Gaza. Gli "effetti collaterali" sono quindi inevitabili se si scatena una guerra dentro una città.
Santoro coinvolge Rula Jebreal, giornalista giordana, secondo cui Israele oggi, bombardando la sede Onu, ha dimostrato di aver perso la testa, costringendo anche la Fox tv a criticare l'azione dell'esercito, che utilizza anche il fosforo bianco contro miliziani e civili. Hamas uscirà rinforzato dalla guerra, dato che Hamas diventerà per tutta la popolazione l'unico riferimento politico e militare. Si va in pubblicità e poi si riprende con Margerita Granbassi da Milano. Per ora la puntata non ha portato grandi novità o informazioni diverse da quelle che già circolavano. Anche il dibattito è stato molto blando e non c'è stato confronto.

22.10 Si riprende con altre scene del film Un valzer con Bashir. Sui maxi schermi compare la foto di una bambina morta sotto le macerie.
La Granbassi presenta una ragazza, Natasha, che ha fatto due anni di servizio militare nell'esercito e che racconta l'esperienza che ha vissuto vedendo esplodere un kamikaze dentro un centro commerciale. Viene portata nel dibattito la situazione dei civili israeliani morti e feriti dagli attentati: i 9000 missili lanciati contro Israele giustificano quindi la guerra contro Hamas, un gruppo che intende soltanto cancellare Israele. I palestinesi non vorrebbero il dialogo ma solo la distruzione dello Stato ebraico, in queste condizioni non ci può essere pace.
La linea passa ai ragazzi palestinesi di Milano: il dibattito sembra incanalarsi in una attribuzione delle colpe di quanto avvenuto nel 1948 e sull'occupazione delle terre da parte di Israele. Le due ragazze non si capiscono e dimostrano, con una totale incomunicabilità, come mai a Gaza si stiano sparando.
La Annunziata, giustamente, si risente di questo teatrino e si autodichiara "stronzissima" e si scontra subito con Rula Jebreal.

22.20 Lucia Annunziata detta la linea a Santoro e ne critica la conduzione della puntata. Interviene Rula Jebreal che ricostruisce le concessioni che i palestinesi hanno accettato con i trattati di Oslo e parla delle divisioni del campo palestinese. Si è capito che il battibecco con la Annunziata continuerà per tutta la puntata. Manuela Dviri
è preoccupata dalla rabbia dimostrata dalle due ragazze e spera in un rilancio dell'azione della società civile israeliana e palestinese, unica possibilità di una pace che non può aspettare le decisioni dei politici. La linea torna a Milano, con le immagini delle manifestazioni in sostegno di Gaza degli scorsi giorni e della preghiera in piazza Duomo. Bandiere di Israele bruciate, interviste ai milanesi che si lamentano degli stranieri e auspicano lo scoppio di una serie di bombe atomiche. Bambini in corteo, cori contro Bush e Barak. Intervista ad un milanese convertito all'islam (almeno così mi pare) che spiega - in modo un poco irritante - come si è svolta la questione della preghiera davanti al Duomo. Il giornalista chiede spiegazioni sui cartelli visti nelle immagini che paragonano la guerra di Gaza con la Shoah e i ragazzi cadono nel tranello dicendo che le due cose sono assimilabili.

Ore 22.40 Lucia Annunziata critica di nuovo Santoro, che avrebbe strutturato una trasmissione troppo orientata verso le ragioni palestinesi. Santoro si innervosisce e il battibecco degenere con la Annunziata che lascia lo studio offesa dalla frase "stai acquisendo crediti verso qualcuno criticando la mia strasmissione?".
Margherita Granbassi introduce un ragazzo ebreo italiano, forse esageratamente allegro visto il tema della trasmissione. Secondo l'ospite in occasioni pubbliche come questa si crea una polarizzazione tra persone che normalmente riescono a dialogare. Dal conflitto andrebbero quindi tolti la rabbia e la religione. Servirebbero poi il disarmo di Hamas, controllato da un contingente di pace internazionale. Manuela Dviri interviene per ricordare che senza l'Europa, l'America, Hamas e molti altri attori non ci potrà essere una tregue e nemmeno la pace. Il dibattito torna ad essere vago, riferito a concetti generici di pace e un pò retorici. Mancano ancora spunti davvero interessanti...

Ore 23. Nativi spiega cosa sono i proiettili al fosforo bianco. Entra in studio Vauro ed occupa il posto lasciato vuoto dalla Annunziata.
Parla un ragazzo di Gaza, Ayman, che fa il cuoco in Italia e che racconta della situazione nella Striscia e dei componenti della sua famiglia che sono stati uccisi. Descrive Gaza come un insieme di campi profughi, dove vivono moltissimi bambini. Inoltre non sarebbe solo Hamas a lanciare razzi ma anche altri movimenti che non accettano di rimanere rinchiusi dentro il recinto di Gaza. Israele avrebbe fatto arrivare armi a Gaza per far scoppiare lo scontro tra Hams e Fatah e isolare Gaza e la Cisgiordania. Con questa guerra Israele creerà nuovi kamikaze.
Arrivano le vignette di Vauro, con evidenti tracce rosse a simulare il sangue, con alcuni giocattoli dedicati ai 300 bambini morti a Gaza. Manuela Dviri chiede di dedicare alcuni disegni anche ai bambini morti a causa dei razzi qassam lanciati contro Israele.

23.20 Annozero riprende ancora da una scena del film Un valzer con Bashir. Partono poi le immagini de bombardamenti di Gaza, civili morti in mezzo alla strada, ragazzini feriti all'ospedale, persone disperate per aver perso i parenti. Immagini terribili di civili colpiti e uccisi, famiglie annientate, mura piene di brandelli umani.
La parola torna a Nativi, a cui Santoro chiede una valutazione sui veri obiettivi di Israele: dare una lezione ad Hamas colpendo duramente la popolazione. Per Nativi lo scopo della guerra è di colpire Hamas (che avrebbe già perso 3000 uomini, oltre ad alcuni leader militari), forse per consentire a Fatah di riprendere il controllo della Striscia. Inoltre Israele vorrebbe ampliare la fascia di controllo tra Gaza e l'Egitto.
Ancora linea a Milano, parla un medico palestinese che riporta dati sulle vittime della guerra ricevuti dai medici che lavorano nella Striscia. Ripete la notizia di feriti con ustioni molto strane, causate da armi non identificate. Interviene un'altra ragazza palestinese, che chiede di trasformare la rabbia in una energia positiva rivolta verso il dialogo: Hamas e Israele hanno entrambi ragione e torto. Il giornalista cerca di stimolare un dibattito che langue chiedendo se i presenti sono contrari ad Hamas e trova subito una che ci abbocca iniziando a difendere Hamas con argomentazioni di seconda mano. Rula Jebreal cerca di riportare la questione su un binario diverso parlando delle responsabilità di Hamas e dell'impossibilità di trattare con la sua ala militare.
Santoro spiega l'orientamento della puntata, tutta dedicata ai morti palestinesi: i morti sono tutti palestinesi in questa guerra e quindi è ovvio che si parli di quei morti.

Ore 23.35 Santoro si inferfora, criticando il Partito socialista europeo e attaccando la politiche che non risolve niente. Attacco diretto a Veltroni che "dovrebbe andare a Gaza invece che in Africa". Altro intervento di un ragazzo ebreo italiano, che ritorna al tema della trasmissione, alla guerra dei bambini, e propone di lavorare sull'educazione dei bambini. Critica Hamas per l'indottrinamento dei bambini e spiega la guerra di Israele a Gaza per evitare che ci siano altri kamikaze in futuro mentre Hamas vuole creare altre generazioni di terroristi.
Santoro torna ad infervorarsi contro i potenti della terra che tollerano la morte di centinaia di ragazzini. Manuela Dviri torna a raccontare storie di convivenza e di volontariato, che però continuano a sembrare parole estemporanee.
Conclude Vauro con una serie di vignette sulla politica italiana e sugli Stati Uniti per spezzare un pò la tensione e concludere con una risata amara una trasmissione tutto sommato incolore e di poca soddisfazione giornalistica. Un'occasione sprecata per spiegare quello che succede a Gaza...

Buonanotte e alla prossima!

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