Ore 12 - Il Pdl predica bene e razzola male. Lo "scandalo" dei compensi dei nostri eurodeputati assenteisti

altroI tg tacciono. E anche i giornali chiudono un occhio. Così gli italiani ignorano. Beati e … fregati.

L’altro giorno a Strasburgo è stata approvata a larghissima maggioranza (355 voti a favore, 195 contrari, 18 astenuti) una risoluzione a firma del radicale Marco Cappato che impegna (finalmente!) il Parlamento europeo a mettere online le presenze degli eurodeputati per smascherare i fannulloni assenteisti.

Chi ha votato contro? Il Pdl! Schierato e in linea come non mai.

Qualche nome? Fra i forzisti (Gabriele Albertini, Elisabetta Gardini, Guido Podestà, Lia Sartori, Beppe Gargani) e fra i nazional-alleati (Roberta Angelilli, Domenico Basile, Sergio Berlato, Antonio Mussa, Nello Musumeci).

Hanno votato per la “trasparenza” i leghisti e tutti quelli dell’italico centro sinistra.

Gli ultimi dati ufficiali (2004, fonte Università di Duisburg) sulle presenze degli eurodeputati erano sconcertanti. Ai primi posti per presenze c’erano i parlamentari finlandesi (89,5%), i belgi (89,3%), olandesi (88,7%) e gli ultimi, i nostri, col 68,6%, tredici punti sotto i penultimi, i francesi col 79,5%.

Cappato dice che la situazione è oggi notevolmente peggiorata. Al tempo.

E’ il caso di ricordare i compensi degli eurodeputati. Un eurodeputato polacco incassa 28.056 euro, uno spagnolo 39.463, uno svedese 61.704, un francese 63.093, un britannico 82.380, un tedesco 84.108, un italiano 149.215: quindici volte più di un ungherese, tre volte più di un portoghese, una volta e mezzo più di un austriaco, al secondo posto. Alle retribuzioni vanno aggiunti i benefit e le indennità di spese: per gli italiani circa 35.000 euro a testa!

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