Bomba: FI e AN più forti se divisi! PDL in fibrillazione

Chissà se gli ultimi sondaggi avranno fatto andare “di traverso” il pranzo di oggi a Silvio Berlusconi e a Gianfranco Fini?

Già le premesse non erano delle migliori. Con il presidente della Camera ultimamente sempre più agitato ( ha criticato il “cesarismo” del Cavaliere e bacchettato il governo per i ripetuti voti di fiducia) e con il Premier sempre più adirato nei confronti dell’ex leader di An (“Così Fini farà la fine di Casini” ha detto Berlusconi ai suoi).

Adesso, sul tavolo dei due alleati, il dato clamoroso che rischia di destabilizzare la già difficile costruzione del Pdl: a livello elettorale Forza Italia e An otterrebbero più voti se andassero divisi (e sommati) che non con il simbolo unico del Pdl. Addirittura la differenza sarebbe di circa due punti percentuali.

Almeno questo dicono Renato Mannheimer (Ispo), Nicola Piepoli (Consortium), Renato Weber (Swg), Luigi Crespi (Istituto ricerche).

Ci sarà allora il dietrofront? Impossibile. Adesso la marcia indietro sarebbe come cadere dalla padella alla brace: a quel punto anche la somma dei punti dei due partiti divisi sarebbe inferiore al Pdl.

L'elemento centrale resta uno: divisi, FI e AN valgono elettoralmente di più che saldati come Pdl.

Di fronte a questa particolare situazione, un osservatore “interessato” come Francesco Storace non ha dubbi: “La maggioranza si sta sgretolando. Il monopartitismo non risolve i problemi della democrazia italiana. Berlusconi vuol trasformare il Parlamento in zittomento. C’è presunzione e incapacità. Nel Pdl domina Forza Italia. AN è ko”.

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