Galli (Lega Nord): l'omosessualità, la non malattia mentale e il "colpo di culo"

Diritti civili e Italia sono concetti che stanno assieme abbastanza difficilmente. Anche il semplice parlare del riconoscimento legale delle coppie omosessuali (i cui tentativi hanno assunto nomi vieppiù inventivi: DICO, CUS, DIDORE) è stato ad esempio a più riprese subissato da una tempesta di veti, piagnistei, moniti e family day.

Così, mentre paesi come la Spagna mettevano le freccia e la Francia continuava a vivere nel suo tepore laico, da noi la situazione rimaneva triste e statica. Questo per la visione generale, perché poi c'è la Lega Nord. E in questo caso la situazione, da triste, diventa automaticamente tragicomica.

Stefano Galli, capogruppo della Lega Nord in Lombardia, spiega così il suo rifiuto a votare a favore dell'adesione alla Giornata Mondiale contro l'omofobia. In primo luogo perché promuove l'omosessualità come non malattia mentale. E poi - conclude - perché sebbene gli omosessuali non vadano perseguitati (che illuminato statista!), nemmeno può considerarsi avere l'omosessualità come un colpo di culo. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere.

Via | wittgenstein

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