90 anni fa nasceva il Partito popolare, padre della "Balena bianca". La lezione di Sturzo, anticipò ... Bossi

Esattamente 90 anni fa, il 19 gennaio 1919, nasceva il Partito popolare Italiano, il Ppi. Da quella costola, una ventina di anni dopo, prendeva forma la Democrazia cristiana, la Balena bianca.

Fondatore e animatore del Ppi è stato Luigi Sturzo, un prete di Caltagirone, teologo, sociologo, organizzatore politico.

Il 24 ottobre 1924, quattro mesi dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, Sturzo fu costretto ad emigrare a Londra su “ordine” del Papa per volontà di Mussolini: oramai non c’era più posto per il fondatore del Partito popolare, formazione politica sempre più interessata alla collaborazione tra cattolici e fascisti in nome dell’Ordine, della Patria, della Fede, dell’anticomunismo.

Sturzo rivoluzionò la politica italiana, riuscì a inserire le masse popolari cattoliche (e non solo) nella vita politica, amministrativa e culturale del Paese.

Organizzazione sottratta all’ingerenza diretta della gerarchia ecclesiastica e con suo programma democratico e riformista orientato, in polemica con l’accentramento dello Stato sabaudo, sulle autonomie locali e sul decentramento amministrativo.

Come si vede, non è stato il vento del Nord e non è stato Bossi a “inventare” il federalismo.

Sturzo, profondamente antifascista e profondamente anticomunista, fu integerrimo difensore dell’autogoverno, del decentramento e della democrazia.

Rientrò in Italia dopo 22 anni di operoso esilio, isolato politicamente e umanamente dal mondo cattolico ufficiale, ma sempre con le proprie idee di dedizione alla Chiesa, la quale dopo un ritardo di … mezzo secolo, lo ripagherà con l’apertura del processo di beatificazione.

La “violenza” anti comunista portò Sturzo nel ’53 a tentare una (fallita) azione di “recupero” dei neo fascisti a Roma.

La radicale incomprensione fra Sturzo e Giolitti porterà quest’ultimo (proprio per ridimensionare il Ppi) nelle elezioni anticipate del 1921 ad allearsi con il piccolo nascente movimento fascista: fu una scelta esiziale per l’Italia.

Il popolarismo sturziano è un passaggio fondamentale per superare l’antica frattura tra la Chiesa e lo Stato moderno.

Sturzo mette in evidenza la laicità, non come “contrapposizione”, ma come “distinzione” di ambiti tra Stato e società civile: laicità non significa subordinazione allo stato delle comunità religiose e degli altri “corpi intermedi”, ma riconoscimento da parte dello Stato della loro funzione e del loro ruolo.

Lo Stato come struttura istituzionale deve essere neutrale, ma interpretando la neutralità come posizione di aiuto e di servizio alle varie realtà presenti nella società civile.

Una lezione di pluralismo e di democrazia fondamentale. Di bruciante attuale.

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