Regione Sicilia: Crocetta si insedia ma perde i pezzi


Si insedia oggi la nuova giunta regionale siciliana, targata Pd e Udc e guidata da Rosario Crocetta. Ma, al di là dei sorrisi di circostanza, la nuova amministrazione siciliana, che doveva segnare una profonda cesura con le giunte di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, non è partita con il piede giusto. Oggi all'insediamento una sedia è rimasta vuota, e un'altra potrebbe liberarsi presto, mentre nei giorni scorsi l'importante assessorato all'Economia aveva visto un repentino valzer di incaricati nel giro di pochissimo tempo.

Andando con ordine. Dopo le difficoltà iniziali nel trovare assessori adatti e graditi alla maggioranza, la prima a saltare è stata Francesca Basilico D’Amelio, nominata assessore all'Economia su indicazione PD. Peccato che la D'Amelio è impegnata a Roma e non si sarebbe potuta muovere per almeno due mesi. Troppi, vista anche l'urgenza di approvare il bilancio, così Crocetta ha dato l'incarico a Luca Bianchi. Ma la prima poltrona a saltare per motivi giudiziari è stata quella dell'assessore agli Enti Locali Patrizia Valenti, già a capo della segreteria tecnica di Totò CUffaro, l'ex governatore ora in carcere per favoreggiamento alla mafia. La Valenti è stata rinviata a giudizio per un fatto risalente al 2009, di cui Crocetta non era a conoscenza. Il governatore non l'ha presa bene e ha accusato la Valenti di slealtà. L'assessore si è dimesso e oggi non parteciperà all'insediamento.

Ma come se non bastasse, è in bilico la poltrona di Antonino Zichichi, lo scienziato di fama mondiale che guida i Beni Culturali, una delle star della giunta assieme a Franco Battiato. A contestare Zichichi per una questione di conflitto d'interessi è Nello Musumeci, il candidato sconfitto alle scorse elezioni: secondo Musumeci il figlio dello scienziato, Lorenzo Zichichi, è titolare della casa editrice Il Cigno che è socia con Nuove Muse di Gaetano Mercadante, imprenditore arrestato l'altroieri con l'accusa di aver truffato proprio l'assessorato ai Beni Culturali.

Ma anche il neo-presidente non è esente da accuse. Un'inchiesta sullo scorso numero di Panorama lo accusava di rapporti con boss mafiosi, di aver incontrato uomini d'onore e di aver nominato assessori Antonio Malafarina e Nicolò Marino, rispettivamente il commissario e il pm che indagarono sui rapporti tra lo stesso Crocetta e gli esponenti dei clan di Gela. Crocetta ha replicato duramente annunciando azioni giudiziarie contro Panorama, ma oggi il settimanale torna alla carica con 5 domande al neo-governatore, incentrate in particolare sui suoi rapporti con Emanuele Celona, ex boss di Gela divenuto poi collaboratore di giustizia, che avrebbe collaborato alla campagna elettorale per le comunali del 2002, e che avrebbe ricevuto aiuti e finanziamenti da Crocetta, secondo la ricostruzione giornalistica.

Foto |© Getty Images

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