Iervolino, Bassolino e Veltroni. Va in scena il nuovo rinascimento napoletano

Tra Bush, Obama, il poltronaro Villari e Kakà sono passati quasi sotto silenzio gli eventi di ieri a Napoli, giorno della presentazione del nuovo consiglio comunale, casualmente in contemporanea con la conferenza stampa di Veltroni alla presenza del governatore campano Bassolino. E meno male - per Walter intendiamo - che c'era ben altro di cui parlare, perché non si può dire che sia stata scritta la pagina più gloriosa del Maschio Angioino.

Mentre poco lontano il capo Pd dava fiducia al governatore regionale "a patto di voltare pagina, se no ne trarremo le conseguenze" (ah!), il sindaco Rosa Russo Iervolino tentava di dare lettura del nuovo programma nel bel mezzo di una gazzarra da stadio, tra urla di "Liberiamo Napoli", "vergogna" e "buffoni", e consiglieri imbizzarriti che piombavano in mezzo alla sala sventolando la bandiera palestinese (Gaetano Sannino, Pdci, nello specifico).

"Con uno dei migliori presidenti del Consiglio con i quali ho lavorato, Giuliano Amato, ho vissuto il periodo di Tangentopoli e ho avuto anche la triste esperienza di vedere più di un collega ministro inquisito e sottoposto a procedimento giudiziario. Questi ministri sono stati immediatamente sostituiti e il governo ha continuato il suo lavoro. Ciò che riguarda esclusivamente la persona non coinvolge l'organo" - ha chiaritoil sindaco."Era così allora ed è così adesso, perchè se ci sono stati tentativi personali, certamente gravi, di creare condizioni di favore nei riguardi di un concorrente alla futura gara, resta il fatto innegabile che nessuna gara è stata intrapresa dall'amministrazione".

In effetti una volta colta con le mani nella marmellata la Giunta ha sospeso gli appalti. E ci mancherebbe altro! Ma la Iervolino è una poltronista infaticabile e piuttosto che andarsene, preferisce sfidare il ridicolo.

"Rifiuto con fermezza l'immagine di Napoli che anche sulle tv straniere è stata presentata - ha proseguito il sindaco - una città ferma, senza punti vitali, nella quale regna il disordine e la malavita la fa da padrone, una città senza possibilità di riscatto". "No, Napoli non è così - ha aggiunto - la Napoli onesta esiste davvero. Consolidiamola e facciamola emergere. Non c'è enfasi nelle mie parole, ci credo davvero, ecco perchè sono rimasta, superando critiche, cattiverie ingiuste, facendo semplicemente il mio dovere."

Sì, certo. Il dovere delle tre scimmiette, quelle del non vedo, non sento, non parlo. Onestissime, fino a prova contraria, ma forse - e sottolineo forse - incapaci di guidare la terza città italiana. Opinioni personali, eh; il giudizio lo lasciamo volentieri ai lettori, cui poniamo un quesito. Meglio la tenacia incompetente della Iervolino o l'ignavia buonista di Veltroni, che ha riallacciato i rapporti con Bassolino, ritenendo giusto dargli una seconda (si fa per dire) possibilità? E meno male che Walter era l'uomo del rinnovamento...

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