Rutelli a Frattini: i soccorsi nei paesi a rischio devono essere a carico dei turisti

Turista fai da te? Ahi ahi ahi ahi... Ve la ricordate? Chi è intorno alla trentina sicuramente si, certe pubblicità ci entrano nel cervello e non si dimenticano più. Comunque, ricordi di infanzia a parte, il dialogo di cui sopra potrebbe non essere solo un simpatico siparietto televisivo, ma potrebbe facilmente diventare la risposta che un turista un po' avventuroso, incappato in una disavventura in qualche paese considerato "a rischio", potrebbe sentirsi rispondere dall'Agenzia delle Entrate.

Si perchè l'On Francesco Rutelli, presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza), ha consegnato al Ministro degli Esteri Franco Frattini, una proposta di legge in cui si dice che se il turista che preferisce l'Uzbekistan (e chissà perchè mi è venuto in mente proprio l'Uzbekistan...) alle Maldive o a Forte dei Marmi, nel caso in cui avesse bisogno di soccorsi, una volta tornato a casa si vedrà corrisposta la relativa parcella.

Le parole di Rutelli non lasciano spazio a dubbi sulla fermezza della proposta, secondo l'ex-sindaco di Roma non bisogna "far gravare sui contribuenti i costi derivanti da comportamenti irresponsabili". Le Agenzie dovranno obbligatoriamente collegarsi con il sito Viaggiare Sicuri, a cura della Farnesina, e saranno tenute a sconsigliare i paesi considerati pericolosi ai turisti più avventurosi.

Se il turista volesse comunque partire e una volta sul posto avesse bisogno di soccorsi, avrà sicuremente le necessarie cure da parte delle autorità, ma "le spese sostenute dallo stato italiano per garantire la necessaria assistenza dovranno essere rimborsate", continua Rutelli. In secondo luogo potrebbe esserci la costituzione di un fondo per fronteggiare queste spese, che verrebbe alimentato da una minima maggiorazione dei costi di viaggio che "in nessun modo deve essere confusa con una sorta di nuova tassa sui turisti".

Le reazioni? Come al solito le più disparate. Due esempi, Roberto Corbella, presidente di Astoi: "Gli obiettivi: dissuadere l'estremismo di certi viaggi, educare a un turismo responsabile, proteggere i viaggiatori con un'assicurazione adeguata a loro carico" e il direttore di Avventure nel Mondo, Paolo Nugari: "Chi decide se un Paese è a rischio? Oggi le valutazioni della Farnesina sono difformi dai suoi omologhi inglesi e francesi. Servirebbe un giudizio condiviso con gli altri paesi Ue".

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