Ballarò 20/01. La diretta di PolisBlog

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Eccoci come promesso a seguire la diretta del talk condotto da Giovanni Floris, questa sera su economia e Obama.

21.10 Benvenuti! Inizia la puntata tra pochissimo, Floris ha presentato i temi principali, economia e diretta su Washington e strategie del nuovo Presidente. Sarà ospite anche un economista americano che ha previsto la crisi attuale 10 anni fa. Ora Tg3 e poi si parte davvero..

21:15: Apre Crozza con la sua copertina sull'insediamento di Obama, Kakà, Berlusconi, Villari e qualche classica stoccata agli ospiti in studio, tra cui Bersani e Casini. Giro degli ospiti, oltre ai citati ci sono il ministro per i rapporti con le regioni Fitto, Castelli, l’imprenditrice Artoni presidente di Confindustria Emilia Romagna, il sindacalista FIOM-CGIL Cremaschi e il direttore Mieli, Adolfo Urso. Il presidente di Civicum Sassoli de Bianchi. L'economista citato in anteprima è Harry Dent, in collegamento.

21.22: il primo servizio sulla crisi, con il giornalista che s trova in una fabbrica del nord a parlare con operai in cassa integrazione e non, con l'ormai classico stile, interviste direttamente nelle case delle persone. Gli artigiani e imprenditori non sono cosi felici delle misure prese dal Governo, e si parla anche della famigerata Social Card, che in molti casi, come quello mostrato, non risulta carica al momento dell'utilizzo, criticata anche nel principio. Il primo commento è affidato a Dent, chiamato a definire la crisi; parla di crisi a lungo termine prevedibile nell'ultimo ventennio, con il mondo occidentale arrivato al picco della spesa possibile. L'economista parla di crisi molto grave, con un picco tra il 2010 e il 2012, dopo un piccolo miglioramento nel breve periodo dovuto agli interventi statali.

21.29: commento successivo affidato a Bersani, com'è ovvio critico nei confronti delle misure prese dal centro destra, e che stempera le previsioni catastrofiche di Dent. Si lamenta del fatto che come sempre saranno i più deboli (precari, lavoratori, etc.) a pagare i danni che non si riescono ad arginare. La replica affidata a Fitto, che difende le misure prese, in primis la Social Card, minimizzando le cifre dei malfunzionamenti e delle carte scariche; si risponde alla critica di un governo che minimizza la crisi citando la finanziaria varata e altri provvedimenti presi. Sul tema ammortizzatori sociali si annuncia una riunione tra governo e regioni su come utilizzare un fondo europeo al fine di intervenire sui dispositivi.

21.36: è il turno di Casini, che spiega la differenza tra il momento in cui la Card è stata ricevuta dal beneficiario al momento dell'effettiva 'entrata in vigore'. Respinge anche la visione secondo la quale Berlusconi minimizza la crisi perchè non è argomento che mette in difficoltà un elettorato che non è propriamente il suo. Casini non è d'accordo però neanche con Fitto, con il quale non condivide l'idea di efficacia dei provvedimenti fino ad ora presi dalla maggioranza. Ciò che preoccupa il leader Udc è la compressione del ceto medio, con una parte dello stesso che si sposta verso il basso, verso la fascia di povertà, e chiede, avvicinandosi molto alla maggioranza, di proseguire attraverso la strada presa ma con maggiore incisività e convinzione. La parola passa poi a Cremaschi, che specifica meglio come le differenze tra i vari lavoratori, precari, operai, etc., e come questa condizione non venga presa in considerazione, e poca attenzione si presta anche a chi nella crisi continua a guadagnare. Il sindacalista critica la Social Card, per il metodo (la carta poco comoda per i pensionati) umiliante, oltre al dubbio che serva anche a sponsorizzare MasterCard.

21.46: Adolfo Urso prende le difese della maggioranza, che ha avuto il merito di iniziare a pensare alla crisi con tempestività, grazie anche alle previsioni findate del ministro Tremonti. Rivendica la decisione di sistemare i conti pubblici, e le decisioni ottime prese anche in ambito europeo. Ora il punto di vista di Anna Maria Artoni, chiamata a commentare sulle previsioni del Pil, felice per i primi provvedimenti del Governo, per la direzione verso la quale muovono, ma sono ancora insufficienti, sono necessari ulteriori provvedimenti a favore di imprese e lavoratori. Mieli interpellato sul discorso di Obama sui temi economici, che danno la reale visione della crisi, quando al contrario in Italia la maggioranza tende a minimizzare la crisi, con la frase solita 'noi siamo messi meglio di altri'. Il direttore parla degli interventi che il presidente americano sta studiando, sottolineando come sia il caso che anche l'Italia si prenda maggiormente in carico la questione, giudicando inutili i piccoli interventi per mantenere la calma a vantaggio di interventi realmente incisivi e realistici, con una visione di prospettiva a lungo termine. Torna Dent, al quale si chiede come valuta la reazione italiana alla crisi; parla di come poco si pensi al calo dei consumi a favore del risparmio, condizione difficile da fronteggiare, proteggendo i lavoratori e spostando la pressione fiscale sui più ricchi. E ora, pubblicità, approfittate per sgranghire le gambe e torniamo subito!

22.02: Si parla di mercato immobiliare con il servizio, i prezzi che scendono a causa del calo degli acquirenti. Insomma il momento migliore per comprare, peccato che nessuno adesso possa permetterselo, a parte coloro che investono i risparmi che negli anni precedenti hanno accumulato. La crisi a sentire gli agenti non è poi cosi nera, il nuovo si vende ancora abbastanza bene, con chi compra per affittare, investimenti generalmente non finanziati da mutui, ma in contanti. Diversa la situazione per gli altri, per chi ancora deve ricorrere al credito, impresa ormai ardua e impossibile. Il popolo degli affitti intanto aumenta, e si trova sempre più in crisi. Bersani commenta il cartello sul tema, con il pacchetto anti-crisi per la casa, giudicato inconcludente. Si lamenta per i soldi sprecati nell'abolizione Ici e detassazione degli straordinari, inutile vista la cassa integrazione in atto ora, quantificati in 8/10 miliardi. Fitto insorge, ma Floris riporta l'ordine, con Bersani che dubita dei fondi che il governo dice di poter trovare.

22.12: ancora Bersani sul reperimento delle risorse da utilizzare contro la crisi, e Fitto che rivendica i giudizi positivi dall'Europa sui provvedimenti della maggioranza, anche sulle infrastrutture, citando cifre sulle quali ancora Bersani esprime le sue perplessità. Floris cerca di riportare sulla retta via Fitto, che si perde a propagandare, e contro il quale parla anche la Artoni, riportandolo a questioni più concrete. Parla di 15 miliardi di euro tra stato e regioni sui quali si sta discutendo, con il coordinamento del ministero da lui presieduto. Floris, registrata la pessima prestazione di Wall Street nel giorno di Obama, chiede spiegazioni a Dent, chiedendo se sia mancanza di fiducia nel presidente; l'economista esprime tutto il suo scetticismo nell'intervento miracoloso di Obama, riscontrato a quanto pare dalla borsa. Si chiede inoltre a Dent un commento su ciò che accade nel mercato immobiliare americano, con prezzi che secondo lui andranno a diminuire del 50/60%, con effetti importanti a lungo termine. Floris di nuovo tenta di mitigare il catastrofismo dell'americano, ma arriva Casini a dirci che può spiegarlo lui senza scomodare uno dei più famosi economisti, ma dice solo che può farlo, non si esprime, parlando però della legge del rapporto tra domanda e offerta nel mercato immobiliare italiano, e lo ringraziamo di questa illuminazione.

22.21: Casini si lamenta ancora sul governo, sul suo poco decisionismo, sulla poca aggressività delle misure intraprese, con il debito pubblico altissimo, con l'Europa che ci controlla, e l'assenza di coraggio della maggioranza nel prendere decisioni più forti e magari anche di poco successo mediatico, ma concrete e funzionali. Giudica il federalismo inadeguato al periodo, parla di abolizione delle province dimenticata, di riforma delle pensioni sempre rimandata. Finalmente prende la parola il presidente di Civicum, dimenticato fino ad ora, sottolineando l'importanza della spesa pubblica in Italia, analizzata nel dettaglio di quella dei Comuni, con differenze tra i vari luoghi, tra più e meno virtuosi. In questo senso si potrebbero recuperare molti soldi e sfruttare in modo molto più efficace le risorse disponibili, eliminando gli sprechi. Urso dice che la risposta a questo è il federalismo fiscale e, interrogato da Floris su cifre concrete a sostegno delle sue affermazioni non sa rispondere. Urso, colto in castagna, cerca di accusare Floris che non bacchetterebbe altri 'impreparati' prendendosela solo con lui: comportamento molto maturo... Anche Casini, oltre a Bersani, non riesce a reggere l'intervento dell'interlocutore Urso, entrambi scalpitano per replicare, con Floris che in continuazione deve riprenderlo per riportarlo al centro della discussione.

22.20: Difficile seguire l'intervento di Urso, che risponde a fatica al contraddittorio con Casini e Bersani, speriamo Floris colga l'inadeguatezza dell'ospite e ci salvi spostando la discussione... I fogli su cui forse ha i dati reali che lo salverebbero li tiene arrotolati, e Floris non riesce a fermarlo, mentre si lamenta di nuovo perchè ritiene di essere l'ospite più maltrattato, mentre risolleva gli animi dei cittadini italiani che, anche nel settore immobiliare, 'sono messi meglio degli altri' in Europa. La parola ora a Bersani, che fatica a iniziare a causa di Urso, ormai incontrollato. La critica di Bersani va contro le misure c.d. a sostegno dei mutui di Tremonti, che in realtà ha solo allungato la durata dei prestiti, oltre alla gestione dei tassi errata, non contrastando le speculazioni delle banche (tramite lo spread) sui tassi stessi che calano. Il giro degli interventi torna a Cremaschi, che mette in discussione l'intera impostazione della trasmissione, che non si sta focalizzando su un punto della crisi italiana, importantissimo e lasciato senza soluzione: le famiglie italiane che vanno in fallimento, mentre le banche continuano a guadagnare.

22.37: sicuramente attuale, ma anche farcito di una serie di luoghi comuni noti anche ai meno esperti di questioni economiche l'intervento di Cremaschi, che potrebbe a mio parere personale spiegare come mai i sindacati hanno ottenuto cosi poco negli ultimi anni per quanto riguarda la tutela degli stipendi dei lavoratori, che lui ora dice essere uno dei problemi principali. Si passa al collegamento con Mieli, al quale si chiede di commentare il fatto che chi ha già soldi sembra comunque continuare a guadagnare, e un'assenza totale di vigilanza a proposito. Mieli smentisce Cremaschi, dicendo che è dall'inizio della trasmissione che si parla della crisi del ceto medio; inoltre a parere del direttoree è inutile stare a commentare sul passato e su ciò che è stato fatto, è più utile commentare sul futuro delle iniziative daportare aventi. Si passa ora a parlare di automobili.

22.43: da Torino la crisi del settore auto e dell'indotto, parlando ovviamente di Fiat. La crisi tocca sia il nuovo che l'usato. Il calo si quantifica anche nel 30%, con finanziamenti che non vanno a buon fine sempre più numerosi. Anche su questo tipo di credito si spiega come le banche e le società di finanziamento stiano facendo grandi guadagni alle spalle dei consumatori. La Artoni esprime la necessità di adeguare le agevolazioni previste per il settore industriale, anche auto, a quello che accadrà nei paesi competitori, per mantenere parità di condizioni nel mercato. Gli ambiti nei quali si può intervenire a favore anche delle imprese possono trovarsi nella riforma pensionistica, come tutti gli interventi strutturali che oltre ad aiutare nel breve periodo, preparano il terreno per la fitura ripresa, affinchè sia stabile. Parte a questo proposito la rissa Casini vs Cremaschi, con Floris ancora chiamato a ristabilire l'ordine.

22.51: La Artoni si inalbera, spiegando che l'Italia non solo non è messa meglio di altri, ma era messa peggio e già da prima dello scoppio della crisi a livello mondiale, e la situazione è irreversibile se non si investe sulle infrastrutture e su interventi strutturali. Interrogata su Alitalia, come investimento in questa ottica, la Artoni, visibilmente non concorde, svirgola. E' giusto allora investire come fa Obama, sul ceto medio? Secondo la presidente di Confindustria in Emilia Romagna si. Torna a parlare Fitto, con il potentissimo argomento 'della pesante eredità lasciata dal precedente governo'. E si va di nuovo in pubblicità.

23.02: Ultimo blocco della trasmissione appena iniziato, con Mieli che risponde alla domanda di Floris, sull'impressione che gli Usa stiano, con Obama, dando una visione e soluzioni globali della crisi, mentre ciò non accade in Italia. Il direttore parla dell'incertezza sul futuro, ammettendo l'incapacità del governo italiano di dare soluzioni più strutturate, sul modo in cui questa crisi non viene sfruttata come opportunità, momento opportuno per scartare i provvedimenti tampone e mettere in campo riforme profonde e strutturali. Torna alla carica Urso, stoppato subito, mentre riprende la parola Bersani che ne aveva diritto, parlando di quella prospettiva strutturale che manca, ma partendo dall'imminente crisi dei precari che stanno in massa restando senza contratto. Seguendo la classica tecnica, duole dirlo, anche col rischio di passare come la solita osservatrice di parte, i due di destra, Fitto e Urso, rispondono urlando e buttando la discussione nel caos, come fa di solito chi non ha argomentazioni. Floris calma nuovamente la situazione, e ridando la parola a Bersani, che indica una soluzione: l'investimento in infrastrutture che possono partire in concreto in breve tempo, massimo 12 mesi.

23.10: Prepariamoci, sta per tornare il momento di Urso. Il tutto tra le accuse di demagogia da Fitto a Bersani, il primo che ora, ribaltando il dibattito di prima, accusa Bersani di proporre soluzioni senza copertura finanziaria. Torna Adolfo Urso che richiama in ballo il tesoretto sprecato (ma non c'era) dal Governo Prodi. Parla dell'età pensionabile, con l'idea di aumentare l'età pensionabile delle donne, e qui mi perdo... Mi scuso coi lettori, ma ora parla delle banche fallite in altri paesi, e non so come ci sia arrivato. Adesso sta cercando di spiegare come i vari ministeri stiano comcretamente cercando di applicare una strategia seria sugli investimenti. Un'altra cosa, captata tra le varie citate e che mi incuriosisce è l'idea di Urso secondo la quale gli Usa possono tranquillamente indebitarsi (sarà felice Obama di scoprire che non c'è problema se il suo paese continua a indebitarsi a favore dei cinesi)... La conclusione è la solita, noi italiani comunque siamo messi meglio degli altri paesi europei.

23.17: con Casini siamo alle ultime battute, e il leader Udc rilancia la necessità di un patto sociale da ricostruire. Arrivati a fine trasmissione diventa difficile commentare la puntata, tutti saltano da un argomento all'altro nel tentativo di dire il più possibile entro la fine. Floris cerca, tra le proteste di Fitto che vorrebbe un'altra ora di tempo per parlare, di chiudere sui titoli di coda con qualche altro incoraggiamento da Dent, con un parallelo tra Italia e Usa.

Ringrazio tutti coloro che hanno seguito la diretta e chiudiamo alla manierò di Floris, alla prossima, e olè.

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