Processo Mills: l'avvocato inglese ammette di aver dichiarato il falso e chiede scusa a Berlusconi

Da tempo mi ripromettevo di scrivere del processo Mills, come ben sanno i lettori, e so bene che il farlo ora susciterà qualche sospetto, come se avessimo atteso una svolta a favore dell'ex-imputato stralciato dal Lodo Alfano, Silvio Berlusconi. D'altra parte a carico del Cavaliere c'era poco o nulla prima e c'è praticamente niente del tutto ora, e se torniamo ad occuparci di questa vicenda è perché è salita improvvisamente alla ribalta in seguito alle dichiarazioni rese ieri da David Mills.

«È doveroso dire sin dall’inizio che ho fatto degli errori - ha scritto Mills nel suo memoriale di 9 pagine letto ieri in aula. - Ho condotto male i miei affari e ho causato molti fastidi a delle persone che non hanno in nessun modo meritato un tale guaio, ma non sono mai stato corrotto da nessuno: né da Carlo Bernasconi, né dal dottor Silvio Berlusconi o qualsiasi altra persona».
«Nel corso della mia attività professionale moltissime persone si sono fidate della mia integrità, nessuno di loro ha mai avuto ragione di lamentarsene. Ma con mio grandissimo rammarico sia il dottor Attanasio che il dottor Berlusconi sono stati vittime dei miei errori - ha aggiunto - quindi colgo questa occasione per porgere le miei profondissime scuse a tutti e due, per i disagi che questa faccenda ha causato».

Ricordiamo che Mills aveva reso una testimonianza di segno contrario, poi ricusata, in cui affermava di aver ricevuto il denaro da Bernasconi, uomo di fiducia dell'attuale Presidente del Consiglio deceduto nel 2001, per la sua reticenza durante gli interrogatori. L'avvocato inglese aveva giustificato questo comportamento con la paura di essere arrestato, affermando in seguito che i soldi provenivano dall'imprenditore Diego Attanasio e non dalla Fininvest. Il suo unico scopo era non finire in galera, ma ora dovrà fronteggiare la richiesta di risarcimento danni partita dai legali della Presidenza del Consiglio.

Oltre a questa, quantificata in 250mila euro, rimane anche la richiesta di condanna a 4 anni e 8 mesi da parte del pm Fabio De Pasquale emessa a dicembre, nonché le perplessità di Gabriella Vanadia, avvocato dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e parte civile nella causa. Quest'ultima continua a sostenere la tesi che il pagamento sia avvenuto ad opera di Bernasconi, pur non essendo mai riuscita a dimostrarlo. Nell'un caso o nell'altro per Mills si prospettano tempi duri. I casi infatti sono due, o è un corrotto o ha reso falsa testimonianza (o entrambe le cose).

"Non c'era coercizione, ma dopo 10 ore di interrogatorio, davanti a due pm uno dei quali agiva da amico, l'altro un po' più ostile, tutti e due insistenti e scettici, avevo il morale a terra." - conclude Mills. "Il forte timore di essere arrestato mi spinse a insistere nella bugia. Un errore comprensibile, viste le circostanze menzionate. Anche dopo aver firmato il verbale non pensavo di aver confessato un atto corruttivo, comunque. Non c'era mai stato un accordo per rendere false testimonianze e non c'era mai stata la volontà di favorire Berlusconi. Sono innocente delle accuse e mi affido con serenità al vostro giudizio."

Noi invece ci affidiamo al giudizio dei lettori.

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