Bondi: modello francese per la guerra alla pirateria digitale

bondi norme copyrightLuca ci segnala che arriveranno - almeno così vorrebbe l'ex primo cittadino del PCI di Fivizzano, Sandro Bondi - tempi duri per chi utilizza abitualmente programmi di file sharing e peer to peer. Come mai? Perchè sembra che l'Italia abbia deciso di seguire il modello francese per la pirateria digitale.

Bondi avrebbe firmato un accordo giusto ieri con i cugini d'oltralpe, per una cooperazione e l'utilizzo di strategie comuni nella lotta al download illecito. Di che si tratta? Di una linea dura contro la pirateria digitale, portata da tempo avanti dal Governo Sarkozy, che prevede pene assai severe per chi viola la regolamentazione del copyright.

Non pene da processo, niente tribunali, ma pene che spaventano molto chi usa il web quotidianamente...

Come avevamo raccontato in precedenza, il regime dei "tre colpi" è stato al centro dell'attenzione del meeting di Venezia, in cui il Presidente della MPAA Robert Pisano ha dichiarato che "Magari le prime volte in cui il provider si accorge che l'utente utilizza la connessione per scopi illeciti, si potrebbero inviare mail di avviso, poi la velocità della banda potrebbe essere ridotta, e infine, nel caso continuassero, il loro account verrebbe chiuso"

E in fondo, la Medusa Film...ma no, è impossibile che ci sia l'ombra del conflitto di interessi anche qui, sono proprio il solito malpensante. Infine, mi piacerebbe sapere ad esempio come potrebbe fare un provider a scoprire che scarico materiale protetto da copyright, roba da Chinese Democracy. E non alludo all'inutile album dei Guns.

Via | TorrentFreak

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