Scontro Berlusconi-Fini sul Pdl. Slitta il congresso costituente?

Spinte dal vento delle polemiche, restano molto agitate le acque nel Pdl.

Alleanza Nazionale dissotterra l'ascia di guerra: non ne vuole sapere di sciogliersi in un nuovo partito senza regole, completamente in mano a Silvio Berlusconi.

Gianni Alemanno, per nulla preoccupato dell’escalation delle violenze nella capitale, soffia sulle polemiche partitiche e punta il dito contro il Cavaliere: “Il Pdl non sarà il partito del predellino”.

E Ignazio La Russa si permette addirittura di ironizzare: “Il premier deve scherzare di meno”, come parlasse di un clown.

In buona sostanza Gianfranco Fini ha detto ai suoi di alzare il tiro e di far rullare i tamburi per far capire a Berlusconi che An c’è e si farà sentire nella costituente Pdl.

Il nodo non è di poco conto. Lo scontro va al di là della lotta per la leadership del nuovo partito e non riguarda solamente il dopo Berlusconi. A porte rigorosamente chiuse si sta battagliando sullo statuto del nuovo partito.

In questo caso le “modalità” congressuali diventano “sostanza” e prefigurano quale partito sarà il Pdl e quale leadership.

In sintesi, Berlusconi (per bocca del coordinatore di FI Denis Verdini) vuole un Pdl presidenzialista con un unico “re” assoluto (lui stesso) e con un partner fidato e obbediente (Verdini) cui demandare la gestione operativa del partito.

Fini, all’opposto, (per bocca di Ignazio La Russa) vuole istituire la figura del vice (per controbilanciare il presidente/leader Berlusconi) e vuole anche una forte e rappresentativa direzione politica, con ampi poteri di indirizzo strategico e anche con il potere di condizionare le scelte del “capo”, il quale potrebbe persino essere messo in minoranza e … sostituito!

Il nodo è ancora più stretto anche perché dentro la stessa Forza Italia non sono pochi (si dice la maggioranza) a contrastare l’ascesa di Verdini, visto come semplice suddito del Cavaliere.

Berlusconi continua a lanciare messaggi rassicuranti e a confermare la nascita del Pdl per le prossime settimane. Ma dentro An (e anche in settori di FI) fanno spallucce, dicendo chiaramente che per il momento non ci sarà nessun congresso: se ne riparlerà più avanti. Molto più avanti.

Insomma, non c’è pace per il Cavaliere. Le gatte da pelare, non mancano!

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