Cambiare si può: De Magistris presenta la sua lista


Il Foglio lo ha ribattezzato "il predellino dei manettari", per via della presenza di Antonio Ingroia, oltre a quella di Luigi de Magistris, che di "Cambiare si può" è l'artefice. La presentazione della "lista arancione" sabato scorso a Roma è stata surclassata mediaticamente dal secondo turno delle primarie PD, e in questo senso la scelta della data è stata quantomeno infelice: ciononostante è stato il primo passo di un'avventura dagli esiti ancora incerti, ma che comunque vuole avere molto da dire, e infatti il 12 dicembre al Teatro Eliseo ci sarà il lancio vero e proprio della lista, con il simbolo e le proposte. E a quel punto si saprà chi aderirà.

Dovrebbe esserci Ingroia: il magistrato, che la scorsa settimana non aveva chiarito bene la sua posizione, dopo aver scritto di voler rifiutare qualsiasi candidatura, alla presentazione della lista ha detto invece "Io sarò con voi, dal Guatemala o dall'Italia". Ma l'ex procuratore aggiunto di Palermo non è stato l'unico invitato: oltre a De Magistris, acclamato dal pubblico, si sono alternati sul palco giornalisti come Paolo Flores d'Arcais e Alessandro Gilioli, esponenti della cultura come Moni Ovadia e Citto Maselli, intellettuali come lo storico "girotondino" Paul Ginsborg, che nei mesi scorsi aveva fondato il movimento Alba, che ora si fonderà con la lista arancione. Ma dove si colloca il nuovo movimento?

Inizialmente doveva essere una lista civica di sindaci, e De Magistris aveva anche cooptato Giuliano Pisapia, nella speranza di replicare a livello nazionale l'exploit delle amministrative del 2011. Ma il sindaco di Milano ha "mollato" il collega, che nel frattempo però ha imbarcato pezzi della Federazione della sinistra, dei No Tav, i No global di Agnoletto, i No Dal Molin ed ex girotondini. Quindi ora questo "quarto polo" ha una connotazione politica ben precisa e si schiera, per sua stessa ammissione, alla sinistra del PD. Il rischio è quello di replicare i disastri delle varie liste arcobaleno che negli ultimi anni si sono arrabattate in cerca di voti mentre i vecchi partiti della sinistra si sfaldavano, e per evitare questa deriva de Magistris punta a una grande partecipazione dal basso, puntando a dare voce "a chi sta fuori dal Palazzo", partendo proprio dalle realtà locali. E proprio per questo il sindaco di Napoli si propone come anti-Grillo, rivolgendosi all'elettorato attratto dal Movimento 5 Stelle e deluso dalla politica.

Sulle alleanze, "Cambiare si può" non ha ancora fatto chiarezza. Dopo aver ribadito più volte il proprio essere alternativi al Partito Democratico e anche ai fuoriusciti dall'Idv come Donadi, negli ultimi giorni De Magistris ha aperto a un'alleanza con il PD, forte anche del gradimento di Nichi Vendola (che però non ha risparmiato critiche all'ex Pm). Ma all'interno del movimento le voci non sono univoche, ad esempio gli esponenti di Alba non vedono di buon occhio un'alleanza del genere, e d'altronde è tutt'altro che scontato che il PD voglia avere a che fare con esponenti della sinistra radicale con cui da tempo hanno rotto i ponti. Quale sarà l'orientamento della lista potrà essere più chiaro, forse, solo dopo il 12 dicembre.

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