Il “manifesto” federalista e la strategia del PD del nord

manifesto pd nordVediamola con una metafora: il federalismo è il “Carro del vincitore” e tutti vogliono salirci sopra; se letta così, l’astensione del PD di ieri sulla prima votazione alla riforma federalista, potrebbe anche essere una strategia. Se vincente o meno lo diranno gli eventi.

Intanto, come dice Massimo Falcioni, il punto è che quello votato ieri non è il vero federalismo, ma è solo il primo dei tantissimi passi che dovranno essere percorsi. Per questo il PD ha deciso per l’astensione: per non dover dire, da domani, che il successo è solo leghista.

Il limiti del disegno di legge delega approvato dal Senato in ogni caso restano sostanziali e questo ci fa intuire quella che sembra la maggior preoccupazione per il Premier: non tradire il nord (e la Lega) negando il federalismo… e allo stesso tempo non tradire il sud negando "aiutini" statali. Questa è forse la ragione per la quale il progetto è ancora molto vago (in attesa dei decreti attuativi) e lo stesso Tremonti ammette che “non sa quanto costerà”.

Il fatto che non vi sia la copertura finanziaria trasforma quindi la “vittoria” della Lega quasi in un’operazione di facciata, un manifesto mediatico o, se vogliamo, uno strumento di consenso in vista delle prossime elezioni di primavera.

E qui si inserisce il voto del PD. La questione è puramente politica, la Lega Nord ha ottenuto il risultato sperato che gli potrebbe consentire di recuperare quei consensi perduti con la vicenda “Malpensa” proprio in vista delle prossime elezioni. I contenuti verranno poi… Tremonti permettendo.

Alle stesse elezioni il PD si gioca molta della sua credibilità e la questione “nord” è assolutamente fondamentale, come dimostra il manifesto (questa volta cartaceo) comparso questa settimana nella massima enclave leghista: Varese. Per l’occasione il PD usa (e non è la prima volta) modi e argomenti tipicamente in stile Lega Nord con il chiaro intento di spostare dalla sua parte alcuni elettori di Bossi.

Certo, il PD ha numerose anime e pertanto parlare di strategia è forse eccessivo, ma l’astensione di ieri lascia aperte molte porte, in attesa che la maggioranza inciampi quando sarà il momento di cominciare a parlare di costi.

E’ inevitabile che quando la coperta del bilancio statale è troppo corta se la si tira da una parte (al nord?) si scopre inevitabilmente un’altra parte (il sud?)… l’alternativa è unica, se mancano i fondi si aumentano le tasse: un po’ quello che ha sostenuto l’UDC di Casini nel motivare il suo voto contrario.

Certo, Berlusconi ha detto che «le tasse caleranno» e noi ci speriamo davvero… ma in attesa dei decreti attuativi incrociamo le dita lo stesso.

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO