E Veronica Lario sogna una politica diversa

Quella che trovate oggi sulla Stampa a pagina 13, non è solo una semplice intervista. E’ una vera e propria lezione. Veronica Berlusconi chiede alla politica italiana una svolta. Chiede di imparare dall’America: “Sono rimasta colpita da quanto accaduto a novembre, la notte dopo il voto, quando il senatore repubblicano John McCain non solo aveva riconosciuto la vittoria di Obama, ma si era subito preoccupato di rivolgersi a lui chiamandolo “il mio presidente” e assicurandogli la disponibilità a lavorare insieme. Gesti che fanno aumentare la statura di un uomo politico, ma soprattutto sono un grande messaggio indirizzato ai cittadini”.

Da noi, invece, Pd e Pdl “restano invischiati nel gioco dell’uno contro l’altro, senza pensare all’interesse comune, generale, superiore”. E ancora: “C’è un problema di maturità, di non riuscire a rendersi conto che un politico dovrebbe guardare a orizzonti più ambiziosi, di lungo respiro, non soltanto a cercare vantaggi immediati, ma poco utili alla crescita del Paese. Perché in democrazia le elezioni sono una tappa del percorso, non il giudizio dell’Apocalisse”.

E poi, sembra sentire Silvio quando Veronica prende di mira Veltroni & Co.: “Oggi in Italia manca un’opposizione. Dov’è? Chi la fa? Si è inaridita e questo non è un bene neppure per il governo. Un’opposizione forte costringerebbe la maggioranza a sforzarsi di essere migliore, a misurarsi su un livello di confronto politico più alto”. Insomma, se non ci saranno colpi di coda, “mio marito – dice la Lario - governerà ancora per dieci anni”.

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO