Sondaggi elezioni 2013: il Pd al 34% dopo le primarie. Cala il Movimento Cinque Stelle

Sondaggio Emg 3 dicembre

Non sappiamo se durerà solo una settimana o se il Partito Democratico sarà in grado di mantenere il consenso che ha raggiunto grazie alle primarie, quello che colpisce è che, dopo la sfida tra Matteo Renzi e Pierluigi Bersani, il Pd per la prima volta nella sua storia - secondo i sondaggi emg - supera il risultato che aveva raggiunto nelle elezioni del 2008 sotto la guida di Walter Veltroni. 34,6% e più quattro punti rispetto alla settimana scorsa. Sono tre i fattori da prendere in considerazioni: la sovraesposizione mediatica ottenuta per la prova di democrazia aperta che il Partito ha saputo offrire; il dibattito 'simil presidenziale' tra i due sfidanti su Rai Uno (come ha scritto qualcuno "la tv di stato ha detto a tutti di votare Pd, fatta salva la possibilità di scegliere tra Renzi e Bersani); la capacità di Renzi di attrarre i voti anche di chi è tradizionalmente lontano dalla sinistra. E questo è il punto principale in ottica elezioni 2013: adesso che il 'rottamatore' è uscito sconfitto, che fine faranno quei voti?

Il boom del Pd non può che ripercuotersi negativamente su tutti gli altri partiti, con l'eccezione di Sinistra, Ecologia e Libertà che non guadagna molto ma rimane stabile al 6%. Scende ancora di un punto il Movimento Cinque Stelle (vedremo se le parlamentarie del partito di Grillo saranno in grado di dare ulteriore slancio al M5S, che nelle ultime settimane si è un po' arenato) che perde un punto e arriva al 16,3%. Ma a tenere banco è ancora l'Italia dei Valori, che continua il suo tracollo senza riuscire a trovare una via d'uscita e ormai è sul punto di scomparire con l'uno e mezzo per cento dei voti. Un crollo così pesante e così rapido del partito di Antonio Di Pietro meriterebbe un analisi approfondita.

Al centro non si muove granché, ma anche da quelle parti i consensi scendono. E' abbastanza inutile guardare i singoli risultati di tre movimenti - Udc, Fli e Lista Montezemolo - dall'offerta politica praticamente uguale. Tutto il blocco di centro (che conta numerosi altri micropartiti) perde uno 0,7% e arriva al 10,7. Per essere il Terzo Polo, e considerando che rappresenta solo un decimo degli italiani, è curioso come Casini & co. continuino a porsi come se fossero gli arbitri della politica italiana. E il Pdl, in tutto questo? Beh, dal partito che sta dando la peggiore prova della storia della Seconda Repubblica - con le penose telenovelas sulle primarie e sulla ricandidatura di Berlusconi - non ci può aspettare altro se non un ulteriore calo: il Popolo delle Libertà raggiunge un nuovo record negativo al 15,2%. E questa volta non se avvantaggia neanche la Lega, che perde mezzo punto e va al 6,3%.

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