Nell'occhio del ciclone. La notizia che non fa notizia

Ecco una notizia che “non fa notizia”. La povertà rende i Paesi più vulnerabili: sia alle calamità naturali che ai conflitti bellici.

Lo afferma la ricerca “Nell’occhio del ciclone” fatta da Caritas italiana in collaborazione con Famiglia Cristiana e Il Regno presentata a Roma in un volume edito da Il Mulino.

Il primo dato è agghiacciante: Nel decennio 1990/2000, 17 dei 33 Paesi più poveri del mondo hanno subito guerre civili. Fortunatamente sono diminuiti nello stesso periodo i conflitti nel mondo (24 all’inizio del 2008).

A pagare di più, come sempre, sono i civili: 573 mila vittime dal 1994 al 2004, soprattutto a causa di forze governative, con un aumento del 500% delle vittime imputabili a terrorismo tra il 1998 (erano 2346) e il 2006 (12.065).

Il dato più inquietante è l’aumento straordinario (del 900% dagli anni ’60 ad oggi) delle vittime di catastrofi naturali, a causa delle “peggiorate condizioni di vita della metà più povera della popolazione mondiale”. Nel 2007 ci sono stati 950 disastri naturali, soprattutto in Asia, con danni superiori ai 70 miliardi di dollari.

La ricerca registra anche, nel mondo, l’aumento di 12 miliardi di dollari negli aiuti allo sviluppo, anche se più del … 60% (!!!) sono aiuti “fantasma”, ossia sprechi o errori di consegna o riciclaggio.

Siamo però ancora allo 0,28% del Pil, molto distanti dall’obiettivo dello 0,7%. L’Italia è addirittura allo 0,19%.

Nessun commento. Solo l’invito alla riflessione.

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