Berlusconi, Elezioni 2013: sì, no, forse. Il punto aspettando l'annuncio da Vespa

Forse ci siamo. Forse stiamo per scoprire che cosa ha intenzione di fare Silvio Berlusconi. Domani, alla ormai classica conferenza stampa del classico libro di Natale di Bruno Vespa. Una tradizione italica che da sempre vede il Cavaliere come protagonista. E, forse, quest'anno Berlusconi potrebbe decidere di usare l'evento per farci sapere che cosa ha deciso, dopo un anno vissuto pericolosamente. Più che altro, saranno ansiosi di saperlo i suoi ex fedelissimi, i dirigenti del Pdl. Anche perché - mentre il partito ha toccato nuovi record negativi nei sondaggi - ormai la girandola "Berlusconi si candida. Anzi no, facciamo le primarie", con le varie aggiunte sul ritorno di Forza Italia, ecc., non fa neanche più ridere.

Come si è arrivati fino a questo punto? Tutto parte dal celebre evento del 13 novembre 2011: lo spread è alle stelle e Silvio Berlusconi si dimette dalla carica di primo ministro per lasciare spazio al governo tecnico di Mario Monti. Scene di gioia e giubilo in tutta Italia e in molti pensano una cosa sola: "Ci siamo liberati del Cavaliere". Beh, era decisamente troppo presto. Berlusconi annuncia subito la sua intenzione di "raddoppiare gli sforzi in politica", ma la figura che prende piede è quella del 'padre nobile' del centrodestra italiano. Il timone del partito passa ad Angelino Alfano, la cui posizione viene però messa in dubbio dopo poco, quando Berlusconi lo definisce un politico 'senza quid'. E chi ce l'ha il quid, se non il Cavaliere?

E infatti passano un po' di mesi in cui diventa sempre più chiaro come il Pdl non stia andando da nessuna parte e arriva l'annuncio: Silvio Berlusconi si ricandida. Un annuncio che nel luglio di quest'anno viene appreso tra risatine e un po' di timore ("mai sottovalutare il Cavaliere"). Ed è da qui che prendono le mosse tutte le mille giravolte: ritorna Forza Italia? Si fanno le liste civiche? E' Alfano il candidato premier? Una ridda di voci e annunci che danno solo l'idea del casino che sta attraversando il Pdl.

Ma il meglio deve ancora arrivare: il 24 ottobre Berlusconi annuncia il 'definitivo ritiro dalle scene', dando il via alle primarie del Pdl. Sospiri di sollievo tra i suoi ex peones, Alfano che spera di poter finalmente normalizzare il partito. Il tutto dura due giorni, un record. Poi arriva la condanna per la vicenda dei diritti Mediaset. Nella sua logica Silviocentrica, il ragionamente del Cavaliere è ovvio: "Mi sono ritirato e subito mi condannano". Ed ecco il dietrofront, il 27 ottobre, in una conferenza stampa surreale in cui non si capisce quale siano le intenzioni dell'ex primo ministro se non continuare a occupare la scena.

Ma Alfano e gli altri fanno finta di niente e spingono sull'acceleratore per arrivare alle primarie e non farsi soffiare la scena dalla competizione interna messa in piedi dal Partito Democratico. E siamo alla storia più recente, alla conclusione (sì, ma quale?) di un anno che ha distrutto il Pdl. Quella in cui si parla sempre più con insistenza del ritorno di Forza Italia, in cui nonostante le insistenze dei buoni intenzionati come la Meloni le primarie sono state definitivamente accantonate (e quando Alfano dice "andiamo avanti" ormai fa tenerezza), in cui probabilmente Berlusconi annuncerà la sua discesa in campo per contrapporsi all'alleanza Pd e Sel, due pericolosi comunisti che per "il bene dell'Italia" costringono il Cavaliere alla sua sesta candidatura a primo ministro. O no?

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