27 gennaio 2009: Papa Ratzinger celebra il giorno della Memoria riabilitando un vescovo che nega l’Olocausto


Un segnale negativo, angosciante e incomprensibile. E’ terribile che un vescovo negazionista della Shoah, fatto storico incontestabile, sia riabilitato e legittimato. Le frasi da lui pronunciate sono a suo discredito e totalmente inaccettabili non solo dagli ebrei ma da tutti quanti. Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, reagisce così alla revoca da parte di Benedetto XVI della scomunica dei vescovi lefebvriani, tra cui monsignor Richard Williamson, che in alcune recenti dichiarazioni ha negato la Shoah.

La scelta di riabilitare i vescovi che fanno riferimento a monsignor Marcel Lefebvre, morto nel 1991 e fondatore del movimento tradizionalista, non poteva cadere – al di là della sua opinabilità – in un momento più infelice, proprio a ridosso del 27 gennaio, Giornata della Memoria e del ricordo delle vittime dello sterminio nazista. Uno dei quattro si chiama appunto Richard Williamson ed ha affermato Io credo che le camere a gas non siano mai esistite... penso che dai 200mila ai 300mila ebrei siano morti nei campi di concentramento, ma nessuno nelle camere a gas. Una dichiarazione che il superiore dei lefebvriani, monsignor Bernard Fellay, ha sminuito relegandola a "private opinioni".

Di fronte alla marea di critiche circa la scelta di conferire un riconoscimento a questi personaggi, revocandogli la scomunica, Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, afferma che le parole di Williamson sulla Shoah sono «infondate» e «immotivate»: Mentre esprimiamo il nostro apprezzamento per l'atto di misericordia del Santo Padre manifestiamo il dispiacere per le infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei quattro Vescovi interessati circa la Shoah; dichiarazioni peraltro rese alcuni mesi or sono e solo adesso riprese con intento strumentale; dichiarazioni già ripudiate dalla stessa Fraternità».

Quindi, secondo Bernard Fellay un vescovo può manifestare liberamente e senza conseguenze "opinioni personali" che mettono in discussione il più efferato genocidio degli ultimi secoli mentre per Angelo Bagnasco il fatto che quella dichiarazioni siano vecchie di qualche mese le rende accettabili.
L'urgenza di Benedetto XVI di reintegrare i seguaci di Lefebvre rientra nelle questioni interne e nei segreti del Vaticano. Però il messaggio che viene trasmesso riaprendo le porte a Richard Williamson va oltre i confini della Santa Sede e getta un'ombra cupa sul 27 gennaio 2009.

Nella galleria qui sotto vedete le foto del lager di Dachau, uno dei luoghi dove, secondo Williamson e altri personaggi del suo calibro, dal 1940 al 1944 non è successo quasi niente.

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