Carla Bruni, Cesare Battisti e l'allegro lecchinaggio di Fabio Fazio

Ieri abbiamo assistito alla prima intervista italiana della premiere dame Carla Bruni, occasione per chiarire finalmente le recenti prese di posizione dell'ex-modella, della quale tutto si può dire tranne che si sia messa in disparte a la Veronica Lario. Innumerevoli le occasioni di polemica generate dalla bella piemontese, dal caso Petrella alla ricusazione dell'italianità in favore della patria acquisita.

Ci sediamo dunque in poltrona speranzosi - si fa per dire - in un'intervista ficcante del conduttore Fabio Fazio, del quale in passato abbiamo apprezzato la vis comica, ma che come giornalista non ha mai dato gran prova di sè. Si potrà obiettare che in fondo giornalista non è, e allora ok... accetteremo anche un dialogo infarcito di semplici curiosità; in fondo una modella-cantante che sposa un capo di governo non capita tutti i giorni.

Ma prima tocca sorbirsi il concertino-spot, due brani leggeri leggeri in cui la Bruni occhieggia con espressione impassibile, prima di assicurarci fervidamente che i proventi andranno in beneficenza, quasi a scusarsi della sua intrusione artistica. Dopo rapida riflessione su quanto sia pelosa la carità pubblica (e quanti dischi faccia vendere) finalmente la "donna più bella del mondo" come la chiama Fazio, si accomoda in poltrona.

L'intervista scorre via spensierata finché a sorpresa il conduttore trova il coraggio di porre la domanda su Cesare Battisti. Un preambolo lunghissimo e balbettante, a evidente discolpa di un atto così ardito, lo porta a chiedere se sia vero che la cantante, chiamiamola così, abbia interceduto a favore del pluriomicida transfugo in Brasile. Lei nega tutto e si dice stupita che i media italiani le abbiano attribuito quest'intenzione, domandandosene il motivo. A quel punto innumerevoli telescoltatori saranno saltati sulla sedia urlando a Fazio: "Ma si chiede anche il motivo? E diglielo, no? Dopo tutte le pressioni fatte su Sarkozy per salvare la Petrella dall'estradizione, che si aspettava? Ma vedrai, ora glielo dice..."

Macché. Fazio abbozza sorridente, perduto nel fascino semidoltralpe dell'arrivata torinese, prima di cambiare argomento. E così la Bruni può farsi bella della sua umanità contrapposta al tecnicismo di Sarkò, nonché del suo essere di sinistra, "per essere vicina ai problemi della gente". Sempre frequentando i multimilionari salotti radicalchic di Parigi, s'intende. Una parola buona anche per le vittime del terrorismo, che lei "rispetta profondamente". Riferitelo ai parenti dell'agente ucciso da Marina Petrella, o alla famiglia di Aldo Moro; ne avranno certamente sollievo.

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