Sondaggi elezioni regionali 2015: 6 a 1 per il centrosinistra?

I sondaggi sulle elezioni regionali del 31 maggio 2015 mostrano vera battaglia solo in Campania e Liguria. Al centrodestra potrebbe restare solo il Veneto.

I sondaggi sulle elezioni regionali 2015 che stanno circolando in queste settimane danno risultati spesso contraddittori, ma messi tutti assieme si può cercare di trarre un quadro d'insieme per capire quale sia lo scenario più probabile a cui va incontro la politica italiana. La situazione di partenza, comunque, è già favorevole al centrosinistra, che governa in cinque delle sette regioni in cui si vota. Il che però significa che basterebbe poco al centrodestra per poter gridare alla vittoria, fermo restando che - nella situazione di caos assoluto che Forza Italia & co. stanno vivendo oggi - la cosa sembra altamente improbabile.

Il rischio, semmai, è che al centrodestra non rimanga altro che la regione Veneto, con il governatore Luca Zaia insediato da Alessandra Moretti, ma che secondo i sondaggi dovrebbe riuscire a tenere testa alla sfidante: al momento sembra che il governatore leghista sia in vantaggio di circa sei punti percentuali. Tanti, ma non sufficienti a dormire sonni tranquilli, soprattutto a causa della competizione interna di cui si sta occupando l'ex leghista Flavio Tosi.

L'unica regione che potrebbe rimanere al centrodestra, quindi, resterebbe in mani leghiste. Brutto smacco per Forza Italia che, invece, nelle regionali in Campania rischia di perdere quella che è la sua unica bandierina tra le regioni italiane. I sondaggi sulla Campania sono un po' confusionari: per lungo tempo hanno segnalato Caldoro (Forza Italia) avanti, ora si parla con sempre più insistenza di un sorpasso di De Luca, che sarebbe avanti di pochi punti percentuali. Questa è la regione su cui si concentrano le maggiori tensioni, essendo considerata quella davvero simbolica che segnerebbe la fine di Forza Italia se conquistata dal candidato del Partito Democratico.

Situazione invertita invece per quanto riguarda le regionali in Liguria. Perdere la regione dopo due mandati di Burlando per cederla al candidato di Forza Italia Giovanni Toti sarebbe un vero smacco per il Pd, che pagherebbe il fatto di aver puntato su Raffaella Paita (comunque vincitrice delle primarie) nonostante le polemiche e soprattutto pagherebbe la conseguente fuoriuscita della sinistra Pd che, alleatasi con Sel e trovato in Luca Pastorino il candidato ideale, sta raccogliendo consensi insperati secondo i sondaggi condotti in Liguria. Che, tra l'altro, segnalano un testa a testa feroce tra i due front-runner, appaiati attorno al 30%.

Importante anche valutare le elezioni in Puglia: il centrodestra avrebbe forse potuto impensierire Michele Emiliano, candidato del centrosinistra a succedere Vendola, ma il caos che ne è seguito - con la rottura di Fitto, la ribellione a Berlusconi di Schittulli e la candidatura in extremis di Adriana Poli Bortone - non ha fatto che facilitare la vita all'ex sindaco di Bari, che secondo i sondaggi sulla Puglia si trova in vantaggio di venti punti su Schittulli.

Rimangono fuori da questa panoramica le restanti elezioni in Marche, Toscana e Umbria. In cui si dà ampiamente per scontata un'affermazione del centrosinistra (si tratta di tre regioni rosse, d'altronde). Quale sarà quindi lo scenario post elettorale? Dando per scontato che Zaia venga riconfermato, e dando per probabile la vittoria del centrosinistra almeno in Liguria, la cosa più probabile è che queste regionali finiscano 5 a 2 oppure 6 a 1 per il Partito Democratico e i suoi alleati.

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