Indonesia: il Presidente Widodo non mantiene la promessa di cambiamento

Amnesty: "il presidente Widodo deve sospendere i piani per future esecuzioni". Bbc: "primi mesi di governo caratterizzati da inazione e indecisione"

INDONESIA-ASIA-AFRICA-SUMMIT

In molti lo consideravano una figura chiave per il cambiamento in Indonesia, capace di risollevare le sorti del suo paese e di contenere le minacce del fondamentalismo islamico. Ma Joko Widodo, eletto Presidente nel luglio 2014, con il passare dei mesi si sta rivelando un personaggio insensibile al rispetto dei diritti umani e molto simile ai suoi predecessori nella gestione della cosa pubblica.

Widodo, esponente del partito Pdi-P (Partito democratico indonesiano di lotta, aveva incentrato la sua campagna elettorale sullo sviluppo e sulla lotta alla corruzione, facendo così molta presa sui giovani. I dati economici, per il momento, sono dalla sua parte, visto che gli investimenti esteri hanno fatto segnare nel primo trimestre dell’anno un +14%, contro il 10,5 per cento del trimestre precedente. Ma le sue politiche, a differenza di quanto promesso, non hanno registrato cambiamenti in ambito umanitario e di trasparenza. Fatto, questo, che gli sta facendo perdere consensi.

Le condanne a morte in Indonesia non si sono fermate nell'ultimo periodo, tanto che Amnesty International ha scelto di intervenire. "Il presidente Widodo deve sospendere i piani per future esecuzioni”, scrive l'organizzazione in una nota diffusa nei giorni scorsi. Le critiche, sul tema, sono arrivate anche dal quotidiano Jakarta Globe, che non ha affatto apprezzato le esecuzioni del 28 aprile di nove trafficanti di droga, tra cui due australiani, un brasiliano, un nigeriano e un ghanese. In attesa di giudizio c'è anche Serge Atlaoui, un cittadino francese, per il quale si è già mobilitato il Presidente Francois Hollande.

Ma Hollande non è stato l'unico Presidente straniero a tentare di arrestare le condanne. Anche il Brasile con Dilma Rousseff e le cancellerie australiane e olandesi sono scese in campo per persuadere Widodo. Tutti i tentativi si sono però dimostrati vani, il Presidente rimane irremovibile "nel proteggere il paese dai rischi legati alla droga”. Ricordiamo, che dallo scorso gennaio, le esecuzioni capitali nella nazione del sud-est asiatico sono già state 14.

C'è da segnalare un altro aspetto del "nuovo" corso di Widodo, che lo sta facendo precipitare nei sondaggi e che la Bbc ha perfettamente sintetizzato. Secondo l'emittente inglese, i primi mesi di governo sono stati "caratterizzati da inazione e indecisione". Sebbene, infatti, gli investitori stranieri si fidino del governo indonesiano, l'azione riformatrice nel paese non è mai incominciata.

Sui social è diventata virale una frase del Presidente, che i suoi detrattori non mancano di evidenziare in ogni occasione: "firmo ciò che non leggo". Il riferimento è al provvedimento che aumentava la spesa per le automobili concessa ai funzionari pubblici (che dispongono già di una macchina di servizio). In quell'occasione, Widodo si giustificò affermando che non ha il tempo di leggere tutti i documenti che ratifica.

Successivamente altri scandali e fallimenti non sono mancati. Ad inizio anno, il Presidente ha dovuto revocare la nomina al generale Budi Gunawan a capo della polizia. Quest'ultimo, nominato dallo stesso Widodo, è stato accusato di aver percepito tangenti.

Infine, il premier ha dovuto frenare anche su un provvedimento per il quale si era battuto molto, ma che allo stesso tempo era in palese contrasto con la legge sull'immigrazione. L'idea era quella di allungare la lista degli Stati ai quali concedere l’ingresso senza visto, includendo 30 nuovi Stati. Decisione, quest'ultima, fortemente contestata dai burocrati.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO