Istanbul, tensioni al corteo del primo maggio

Nuove tensioni nella piazza simbolo delle proteste anti-Erdogan del 2013

Nuove tensioni a Istanbul in occasione del corteo del primo maggio. Sono migliaia i manifestanti radunatisi per le strade della principale metropoli turca, ma a coloro che volevano celebrare il primo maggio è stato impedito l’accesso a piazza Taksim, nel centro della città.

Due anni fa la piazza era diventata il simbolo delle proteste per salvare il parco Gezi, ma oggi la polizia ha creato un cordone per impedire alla gente scesa in piazza di occuparla.

Questa mattina i due grandi sindacati del Paese e diversi partiti si sono ritrovati nel quartiere di Besiktas, ma a fronteggiarli hanno trovato circa 20mila poliziotti e 70 veicoli armati, allineati in modo da impedire l’accesso a piazza Taksim. Sarebbero almeno 70 le persone arrestate, fra cui ben 30 membri del Partito Comunista che erano riusciti ad arrivare a Taksim passando attraverso un hotel visto che la piazza è inaccessibile da ogni lato. “Piazza Taksim è la piazza del primo maggio!” e “Viva il 1 maggio!”, sono gli slogan scanditi dai manifestanti davanti alla polizia schierata in assetto antisommossa.

Alcuni manifestanti sono stati caricati dagli agenti che hanno anche lanciato gas lacrimogeni. Altre manifestazioni sono in corso in altre città del Paese.

Proprio da piazza Taksim, a causa della ventilata ricostruzione della caserma Taksim al posto del parco Gezi, prese vita nel maggio 2013 il movimento di protesta anti-Erdogan che si allargò successivamente a tutto il Paese. Ma, come scandito, dai manifestanti scesi in piazza quest’oggi, piazza Taksim è anche il tradizionale luogo di ritrovo in occasione della festa dei lavoratori.

Soltanto ieri le autorità turche hanno spiccato due mandati d’arresto per i giudici che avevano disposto il rilascio di 75 detenuti coinvolti in un presunto complotto per rovesciare il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan nell’epoca in cui era premier. Va anche ricordato che il prossimo 7 giugno si svolgeranno le prossime elezioni politiche: secondo i sondaggi più recenti, il partito Akp di Erdogan è ancora in testa, ma ha perso ben undici punti personali rispetto al 2011 passando dal 49,8% al 38,1%.

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Via | Reuters

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