Hollande, Centrafrica: "Pene esemplari per militari che hanno violentato minori"

Dal rapporto Kompass emergono stupri, sodomia, violenze psicologiche e sessuali di ogni genere su ragazzini centrafricani

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Il Presidente Francois Hollande è intervenuto sul caso dei 14 militari francesi accusati di aver commesso abusi sui minori nelle Repubblica Centrafricana. Lo scandalo è scoppiato dopo che il Guardian ha pubblicato alcuni passaggi del rapportato Onu redatto dal funzionario Anders Kompass. Quest'ultimo si è rivolto direttamente alle autorità francesi, visto che le Nazioni Unite, che lo hanno temporaneamente sospeso, non lo avrebbero sostenuto nella sua azione di denuncia.

Hollande ha voluto mandare un messaggio chiaro: "Se alcuni militari si sono comportati male sarò implacabile". Ed ha aggiunto che "le sanzioni dovranno essere esemplari", evidenziando che nessuno può permettersi di "infangare l'uniforme francese". Sulla stessa lunghezza d'onda anche un portavoce del ministero della Giustizia, che ha dichiarato all'agenzia Reuters che un’inchiesta preliminare era stata aperta già il 31 luglio 2014 dalla Procura di Parigi.

Nel rapporto Kompass emergono particolari inquietanti: stupri, sodomia, violenze psicologiche e sessuali di ogni genere su ragazzini centrafricani, alcuni dei quali orfani. In cambio delle prestazioni, i peacekeeper francesi promettevano ai minori cibo e denaro. Secondo Le Monde sarebbero coinvolti nello scandalo anche tre soldati ciadiani e due provenienti dalla Guinea Equatoriale. Ora toccherà a Parigi fare chiarezza sulla vicenda.

Le vittime degli abusi, iniziati dal dicembre 2013, sono stati ascoltati da un membro dello staff dell’Alto Commissariato per i diritti umani e da uno specialista dell'Unicef nel periodo maggio-giugno 2014. Un ragazzino di 11 anni ha raccontato di essere stato violentato quando è uscito per cercare del cibo. Un altro, di soli 9 anni, dice di essere stato stuprato, insieme ad un amico, da due soldati francesi al check-point del campo, mentre cercava qualcosa da mangiare. Ora si teme che i minori ascoltati rappresentino solo una piccola parte di quelli che hanno subito violenza.

Le violenze nella Repubblica Centrafricana sono scoppiate nel 2013 tra Séleka, a maggioranza musulmana, e le milizie degli anti-balaka, per lo più animisti e cristiani. Ciò ha stimolato l'invio di 6.000 peacekeepers dell'Unione Africana, noti come Misca, assieme a 2.000 militari delle "truppe di pace" francesi dispiegati per l'Operazione Sangaris. Ovviamente l'impegno di Parigi non ha solo ragioni umanitarie, i legami con la ex colonia, che ha raggiunto l'indipendenza nel 1960, rimangono molto saldi . A tale proposito segnaliamo che la Francia controlla ancora l'economia del paese: Bolloré opera nella logistica e nel trasporto fluviale, il gigante nucleare Areva è già presente in Centrafrica, anche se ancora in fase esplorativa, Totalè è egemone nello stoccaggio e la commercializzazione del petrolio, France Telecom è tra i maggiori investitori nella nazione.

Ma al di là queste considerazioni, l'intervento francese ha prodotto fino ad ora ben poco. Ad inizio anno, tenendo conte delle cifre diffuse da Human Rights Watch, nella Repubblica Centrafricana si contavano più di 800 mila sfollati e circa 10 mila bambini soldato. La strage di civili non sembra arrestarsi e in molti pensano che alla fine il bilancio del conflitto potrebbe assumere le stesse proporzioni di quello del Ruanda.

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