Chi è Abu Ala Al Afri, il nuovo leader dello Stato Islamico

Abdul Rahman Mustafa al-Qardashi, meglio noto come Abu Ala Al Afri o Abu Suja, subentra ad Abu Bakr al Baghdadi alla leadership dello Stato Islamico

IRAQ-CONFLICT-BAIJI

Si chiama Abu Ala Al Afri il nuovo leader dello Stato islamico che subentra ad Abu Bakr al Baghdadi, il Califfo rimasto ferito durante un raid compiuto dalla coalizione a guida americana lo scorso 18 marzo, nel distretto di Al Baabj. Le voci sulla morte di al Baghdadi si sono fatte insistenti negli ultimi giorni, ma secondo ben tre fonti citate dal quotidiano The Guardian il leader dell’Isis sarebbe vivo, ma impossibilitato a tornare alla guida dell’autoproclamato Califfato a causa di una grave lesione spinale.

Il testimone del Daesh passa dunque a Abdul Rahman Mustafa al-Qardashi, meglio noto come Abu Ala Al Afri, che era stato preventivamente designato quale nuovo Califfo nel caso al-Baghdadi fosse stato impossibilitato alla leadership.

Iracheno, nato a Tal Afar, a nord della provincia di Ninive, a circa 50 chilometri da Mosul, Abu Ala Al Afri è stato professore di fisica e ha scalato la gerarchia qaedista fino a divenire emiro di Al Qaeda in Iraq nel 2010. Secondo altre fonti sarebbe invece originario di al-Hadar, nella stessa provincia ma più a sud. È anche conosciuto con il nome di battaglia di Abu Suja.

L’erede di al Baghdadi viene descritto come “il più importante e intelligente di tutti, con rapporti migliori dello stesso Califfo e una buona capacità alla leadership e all’amministrazione”. Al Afri è un seguace dello studioso siriano e teorico jihadista Abu Musaab al-Suri che ispirò gli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004 e ha all’attivo diverse pubblicazioni nelle quali si erge a severo difensore della sharia. Proprio in virtù di queste sue qualità, prima di diventare il braccio destro di Al Baghdadi era stato nominato “coordinatore generale per gli affari dei martiri e delle donne”.

Secondo gli esperti il cambio di testimone potrebbe essere l’occasione di un cambio di strategia da parte dello Stato Islamico, con un possibile riavvicinamento ai qaedisti siriani di Jabhat al-Nusra e una svolta ancor più internazionalista del Daesh, dopo la parziale chiusura del suo ex leader, intimorito dalle infiltrazioni di agenti stranieri fra i foreign fighters.

Via | Panorama

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO