Il “parricidio” di Marine Le Pen

La leader del Fronte Nazionale lascia intendere che il partito della destra francese può fare a meno del suo fondatore, cioè suo padre Jean Marie Le Pen

Il parricidio è servito. Che i rapporti fra papà Jean-Marie Le Pen e sua figlia Marine non fossero propriamente idilliaci lo si era percepito da tempo, ma ora la figlia, leader del Fronte Nazionale, mette definitivamente fuori gioco il padre, affermando come le esternazioni del fondatore del partito della destra francese siano a titolo personale e non espressione della forza politica da lei guidata. Invitata al Grand Rendez-vous di Europe 1-Le Monde-iTélé, Marine Le Pen non ha certo usato perifrasi riguardo al padre, definendo le sue provocazioni come atti di “malevolenza” e aggiungendo:

Mi sembra che lui non sopporti che il Fronte Nazionale possa continuare a esistere anche ora che lui non ne ha più la direzione. Mi spiace.

All’inizio di aprile Jean-Marie Le Pen aveva ribadito il vecchio concetto (risalente al 1987) delle camere a gas naziste come di un “dettaglio” della storia. La figlia ha affermato che le dichiarazioni del fondatore del partito “sono contrarie alla linea fissata” dall’attuale esecutivo del Fronte Nazionale. Nei prossimi giorni il presidente onorario del partito dovrà rispondere delle proprie affermazione all’ufficio esecutivo del Fronte Nazionale che potrebbe sanzionarlo.

Rimandando all’ufficio esecutivo ogni decisione su eventuali sanzioni, Marine Le Pen ha lasciato intendere di essere favorevole all’estromissione del padre dal partito:

Se vuole conservare la sua libertà di parola, è evidentemente una sua libera scelta, ma in queste condizioni, ciò non deve impegnare il movimento politico. Io penso che egli non debba più poter parlare in nome del Fronte Nazionale.

Le liti in famiglia fra padre e figlia vanno in scena già da qualche anno. Dal giudizio espresso sulla Norvegia dopo il massacro compiuto da Anders Breivik alla figlia definita “piccola borghese”, dalla timida condanna della quenelle alla mancata presa di distanza da un membro dell’FN sorpreso a compiere il saluto hitleriano, gli ultimi quattro anni del rapporto padre e figlia sono stati una vera faticaccia per la leader impegnata a dare una nuova forma al partito creato dal padre quarant’anni prima.

Ora Marine deve essersi stancata di dover intervenire per rimediare alle gaffe e alle imbarazzanti esternazioni pubbliche del padre. Tanto da mandare un messaggio più che esplicito: un “parricidio” in piena regola e in diretta televisiva. Ma ve la immaginate – che so – una Marina Berlusconi in politica che estromette papà Silvio da leader di Forza Italia? Una cosa impensabile. Invece in Francia Marine sembra avere già pronto un hashtag per il genitore 86enne: #papàstaisereno.

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Via | Le Monde

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