Brexit is (not) an option

Cos'è il Brexit? Se avete letto del Grexit probabilmente l'avrete capito. Anche se seguite la campagna elettorale e i giorni che precedono il voto nel Regno Unito, probabilmente, lo saprete con certezza.

Ma un ripasso non fa mai male. A gennaio del 2013 – probabilmente spinto dal crescente consenso che veniva raccolto dall'UKIP di Farage – David Camerono prometteva un referendum per chiedere ai cittadini britannici se volessero o meno restare nell'Unione Europea. Un referendum che si sarebbe tenuto nel 2017.

Ovviamente, la promessa era subordinata a una vittoria sostanziosa da parte del partito conservatore proprio alle elezioni del 7 maggio 2015.

L'idea vede contrari sia i Laburisti sia i Lib-Dem (al momento al governo con Cameron).

Da qui, il Brexit.

Ci sono due questioni in merito, però. La prima: i conservatori non sono affatto accreditati di numeri che consentano una larga maggioranza in Parlamento. Anzi, a dirla tutta, al momento, secondo i sondaggi, perderebbero le elezioni.

La seconda: siamo proprio sicuri che i britannici vogliano lasciare l'Unione Europea? Siamo sicuri che siano davvero così tanto euroscettici? Lo sono stati, è vero. Ma lo storico dei sondaggi proposti ai cittadini fa registrare una progressiva volontà di rimanere all'interno dell'Unione. Al punto che la possibilità che un referendum abbia un esito favorevole a chi vuole l'uscita dall'Unione in Gran Bretagna è, ad oggi, pari al 17%. Un niente.

Un niente che dovrebbe far riflettere in ottica di formazione del prossimo governo. Perché sì, è

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