Renzi “debutta” in Borsa

Il Presidente del Consiglio, per la prima volta a Piazza Affari, rassicura gli investitori sulle future scelte economiche del suo Governo

Che Matteo Renzi venga accolto dai fischi alla Festa dell’Unità e dagli applausi alla Borsa Italiana, la dice lunga sull’avvenuta mutazione dell’ex centrosinistra, ora partito unico nel quale far convogliare il potere politico che ha come priorità la propria autoconservazione (non si spiegherebbe altrimenti questa inesauribile passione per l’Italicum di fronte a tutte le emergenze del Paese) e la manutenzione dei rapporti con i potentati economici in grado di sostenerlo (come dimostra l’univocità delle scelte che stanno smantellando welfare, istruzione e stato sociale).

Insomma dopo i fischi di Bologna, con gli scontri fra polizia e manifestanti, Renzi si prende gli applausi della Borsa, tira fuori una battuta che gli torna buona dalle primarie Pd del 2013 (“In Italia sono cambiati i governi, ma non si sono cambiate le cose”) ed evoca il totem della “trasparenza”:

Bisogna mettere fine a un sistema basato sulle relazioni più che sulla trasparenza e sul rapporto con il mondo che sta fuori, che chiede più dinamismo e trasparenza

.

Renzi garantisce che nelle prossime settimane verrà realizzato il provvedimento sulle sofferenze bancarie, frutto di una negoziazione ancora in essere con l’Unione Europea. Sulle scelte di politica economica Renzi ha poi aggiunto come il ministro Padoan stia lavorando a una strategia diversa per i fondi di investimento.

Per l’arrivo del Presidente del Consiglio a Piazza Affari, sede della Borsa italiana, è stata transennata e presidiata dalle forze dell’ordine. Non c’è stata alcuna contestazione.

Dopo aver parlato alla Festa dell’Unità, nelle vesti di segretario del Partito Democratico, ieri sera Matteo Renzi non si è fermato a mangiare con simpatizzanti e volontari del suo partito, ma è tornato a Milano per una cena di gala offerta dalla Fondazione Prada che sabato 9 maggio aprirà a Milano uno spazio dedicato all’arte. Altri cuochi, altri commensali, altri piatti. Una volta si diceva gauche caviar, oggi è rimasto solo il caviale.

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