Kenya, il vicepresidente: “Non c’è posto per l’omosessualità in questo Paese”

Le dichiarazioni omofobe del vicepresidente kenyano William Ruto arrivano alla vigilia della visita diplomatica di John Kerry

Non c’è posto per l’omosessualità in Kenya. È questo il succo del discorso delle dichiarazioni rilasciate ieri dal vicepresidente kenyano William Ruto e pubblicate da diversi quotidiani questa mattina:

Noi non tolleriamo l’omosessualità nella nostra società, perché questa viola le nostre credenze culturali e religiose. Noi saremo a fianco dei dirigenti religiosi per difendere la nostra fede e le nostre credenze. Non c’è posto per l’omosessualità in questo Paese. Questo ve lo posso assicurare.

In Kenya l’omosessualità è punita dalla legge sin dall’epoca del colonialismo britannico, nonostante ciò è raramente sanzionata con l’arresto, ma un gruppo parlamentare sta tentando di ottenere un’applicazione più stretta della legge. Binyavanga Wainaina, un celebre scrittore kenyano che lo scorso anno ha fatto outing lo scorso anno, ha affidato a un tweet la replica alle dichiarazioni di Ruto:

Il nostro vicepresidente Ruto vuole diventare l’uomo più pericoloso d’Africa. Se questa strategia funzionerà, farà molti danni.

Anche la tempistica delle dichiarazioni di Ruto lascia piuttosto perplessi visto che, proprio in questi giorni, il segretario di stato Americano, John Kerry, si trova negli Stati Uniti per discutere di lotta al terrorismo, ma anche di diritti umani. In tempi recenti gli Stati Uniti avevano deciso alcune sanzioni nei confronti dell’Uganda, dopo l’adozione di una legge per la repressione dell’omosessualità, successivamente annullata.

L’omosessualità, come ricorda Amnesty International, continua a essere ritenuta illegale in 36 dei 54 Paesi africani ed è addirittura punita con la pena di morte in quattro di essi.

KENYA-SOMALIA-KENYATTA-SHEBAB

Via | Le Monde

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO