Riforme, Maria Elena Boschi: "Prossima mossa? Il conflitto di interessi"

Il ministro delle Riforme ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera.

Maria Elena Boschi intervista Corriere della Sera

Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme che ha appena portato a casa l'approvazione della legge elettorale a colpi di fiducia, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui, oltre a commentare il successo ottenuto con l'Italicum, guarda avanti, alle prossime mosse del governo Renzi.

Boschi ha detto che una legge su cui l'esecutivo metterà le mani quanto prima riguarderà il conflitto di interessi che ora è in Commissione, ma secondo il ministro sarà calendarizzata in Aula entro giugno, dunque nel giro di un mese e mezzo.

Intanto, per quanto riguarda la riforma costituzionale, Boschi non teme che gli strappi causati dall'Italicum possano portare a delle ripercussioni ed è convinta che i numeri dell'attuale legislatura al Senato non siano ballerini, che la forbice tra maggioranza e opposizione si sia allargata e il governo Renzi possa contare su una maggioranza schiacciante. Tuttavia, aggiunge, si possono aprire discussioni sulle riforme costituzionali perché il testo non è blindato, ma è cera che ci sia già la maggioranza pronta a votare il disegno di legge che è uscito dalla Camera.

Altro tema scottante in queste ore è quello della scuola. Proprio ieri c'è stato lo sciopero generale del settore, ma Boschi difende la riforma a spada tratta, pur ammettendo che sia migliorabile.

Il ministro ha risposto anche alle domande relative alla situazione attuale all'interno del suo partito, il Pd, che proprio ieri ha subìto la fuoriuscita di Pippo Civati. Boschi non è preoccupata, non pensa che ci saranno scissioni e ritiene che il 90% del partito sia dalla parte di Renzi, poi evidenzia i lati positivi del nuovo corso "renziano":

"Renzi ha vinto le primarie aperte, ma anche il congresso degli iscritti. Dagli 80 euro alla riduzione delle tasse sul lavoro, dall’autoriciclaggio al divorzio breve, dal terzo settore ai soldi per il sociale, le nostre misure non mi sembrano di destra. L’unico tabù della sinistra che abbiamo rotto è che abbiamo portato il Pd al 40 per cento. Non era mai accaduto prima, c’è un progetto di cambiamento del Paese che in questo momento solo il Partito democratico può affrontare"

e a quanto pare Boschi non disprezza la definizione di "partito della nazione":

"Il partito della nazione è definizione di Alfredo Reichlin, una delle menti più lucide della sinistra. Il nostro Partito democratico è entrato nel Pse, ha come modelli Bill Clinton e Tony Blair nei loro Paesi. Ha allargato il campo, coinvolgendo persone che guardano all’area liberal, ma anche a sinistra, come il nutrito gruppo di deputati guidato da Gennaro Migliore. La base, anche quella storica, sta con noi, crede nel nostro progetto, ci invita a non mollare, ad andare avanti"

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