Futuro Pdl: fra Tremonti e Fini, Formigoni terzo incomodo? A Berlusconi piacendo...

Silvio Berlusconi osserva tutto e tutti dall’alto dello scranno di Palazzo Chigi e dei suoi “sempreverdi” 73 anni.

Il Cavaliere/Premier ha lo sguardo sul Quirinale. E, come la chioccia, tiene sotto di sé i propri pulcini. Con le buone o con le cattive.

Perché nel pollaio del Pdl c’è agitazione: ci si becca e si saltella per mettersi in prima fila ed essere pronti e candidarsi alla successione del padre/padrone di Arcore. A lui piacendo, s’intende.

La sfida è fra Giulio Tremonti, 62enne ex socialista e Gianfranco Fini, 58enne ex missino.

Il ministro dell’economia è un teorico del Berlusconismo con qualche variante democrat, e corre “in solitario”. Ultimamente è parso più “sciolto”, spinto dai ministri più “decisionisti” dell’esecutivo (Mariastella Gelmini, Renato Brunetta, Maurizio Sacconi) e da Umberto Bossi che lo considera un cavallo sicuro e di razza, al di là degli alti e bassi sull’iter del federalismo fiscale.

Il presidente della Camera invece guarda oltre il Berlusconismo, vuole un partito delle regole certe e degli organismi che contano, fuori dal “cesarismo” e dentro una destra europea innovativa. La terza carica dello Stato gli sta stretta: tutta An preme per la sua investitura e anche molti ex Dc ed ex Psi lo appoggiano (da Scajola e Pisanu a Cicchitto e Bondi) fino alle frange di Rotondi, Giovanardi ecc.

Per Fini potrebbe essere decisivo (a suo favore) il peso di Gianni Letta, 74enne sottosegretario alla presidenza del Consiglio, di cui si ripete che “in Pdl non si muove foglia che Letta non voglia”.

Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi ripetevano che i “delfini” non giungono mai nel porto del … potere.

Chissà se fra i due litiganti, Tremonti e Fini, sarà il terzo a godere.

Ci riferiamo al 62enne ex Dc, ex Ppi, ex Cdu Roberto Formigoni, che dalla fortezza della presidenza della Regione Lombardia e da ben individuate realtà imprenditoriali e non solo (leggi Comunione e Liberazione, Compagnia delle Opere) ha molte frecce da tirare.

Tutto può succedere. O forse no. Perché a meno di un fulmine a ciel sereno, sarà uno solo a decidere: il Cavaliere.

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