Immigrazione, il Consiglio Ue trova l'accordo: quote di ridistribuzione dei profughi su base volontaria

Trovato l'accordo sulla ridistribuzione dei 40mila richiedenti asilo arrivati da aprile in Grecia e in Italia.

26 giugno 2015 - Nella notte i capi di Stato e di governo si sono accordati sulla ridistribuzione dei 40mila richiedenti asilo arrivati da aprile in Grecia e in Italia. La decisione che è stata presa è che l'adesione al sistema di quote sarà volontaria e non obbligatoria come era previsto dalla bozza dell'agenda europea sull'immigrazione presentata lo scorso 12 maggio.

Donald Tusk, Presidente del Consiglio Europeo, ha spiegato che entro luglio i ministri dell'Interno si accorderanno sui dettagli del piano e i richiedenti asilo saranno spostati nei prossimi due anni. Il consiglio informale dei ministri degli Interni è in programma per il 9 e 10 luglio a Lussemburgo. L'intesa è stata trovata anche sulla ricollocazione di circa 20mila profughi che ora si trovano in campi in Paesi non europei e ai quali è stata riconosciuta la protezione internazionale.
Dal meccanismo di redistribuzione restano escluse Ungheria e Bulgaria che già ricevono molti migranti da Est e Turchia.

Il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha commentato che il passo fatto stanotte secondo lui non è sufficiente, ma almeno è stato superato il principio del Trattato di Dublino e dall'Europa è arrivato un segno di solidarietà a la dimostrazione che essa è unita anche da un ideale e non solo per valori economici.

Alle tre del mattino, ma meglio tardi che mai: l'Europa accetta la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati...

Posted by Matteo Renzi on Giovedì 25 giugno 2015

Consiglio Europeo sulle quote di migranti


25 giugno 2015 - Il Consiglio Europeo è iniziato come da programma, con tutti i Capi di Stato dei Paesi membri giunti a Bruxelles per questa due giorni di vertice che dovrebbe concludersi con una decisione concreta sul futuro dell’emergenza migrazione che sta mettendo in ginocchio Italia e Grecia.

Oggi, poco prima dell’avvio del vertice, il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha annunciato via Twitter quello che sapevamo già: non c’è il consenso tra gli Stati membri per il sistema di quote obbligatorie.

Tusk ha anticipato che una soluzione possibile potrebbe essere un meccanismo volontario, che andrà però inevitabilmente ad escludere i molto Paesi fortemente contrari all’accoglienza dei migranti.

Non ho dubbi che ci vorrà molto tempo per costruire un nuovo consenso europeo sull'immigrazione. Ma prima e innanzitutto, abbiamo bisogno di contenere l'immigrazione illegale e questa dovrebbe essere la nostra priorità. Oggi mi aspetto che il Consiglio Europeo mandi un forte messaggio. Tutti coloro che non sono persone legittimamente in cerca di asilo non avranno garanzie di poter stare in Europa. Solo con questo messaggio possiamo compiere progressi reali sulla riallocazione da Italia e Grecia.

Agenda Europea sull’Immigrazione, a Bruxelles si vaglieranno soluzioni alternative


13 giugno 2015

- A pochi giorni dal vertice del 25 e del 26 giugno prossimi, l’Unione Europea è alla ricerca di un piano alternativo all’Agenda Europea sull’Immigrazione adottata dalla Commissione europea nel maggio scorso, quella che prevede un sistema di quote per la ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’UE.

In ballo ci sono i destini degli oltre 40 mila migranti sbarcati tra Italia e Grecia, ma molti dei 28 Paesi membri si stanno fortemente opponendo alla proposta di ripartizione. Per arrivare all’approvazione ci sarà bisogno di una maggioranza qualificata e ad oggi, secondo quanto si apprende, se si arrivasse a una conta formale dei voti non ci sarebbero i numeri.

Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, beneficiando della clausola di eccezione che permetterà loro di non esprimersi sulle questioni migratorie, non prenderanno parte alla votazione, mentre tra i votanti contrari ci sarebbero almeno una dozzina di Paesi, a cominciare dalla Lettonia. A questi si aggiungerebbero anche Spagna e Francia, portando almeno a 14 i voti contrari.

La Presidenza del Consiglio Europeo, proprio di fonte a questa importante resistenza, ha indetto per martedì prossimo una riunione dei ministri degli Interni che servirà a presentare e valutare proposte alternative per la risoluzione di questa emergenza.

Il presidente Jean Claude Juncker, intanto, resta saldo sulla propria posizione:

Se la solidarietà europea ha una chance di manifestarsi con fermezza e generosità è sull'immigrazione. I governi devono ripartirsi in modo equo e solidale chi chiede protezione internazionale. Persone che non possono essere lasciate alle sole cure di Italia, Grecia, Spagna e Malta. E' un problema di ciascun europeo.

Agenda Europea sull’Immigrazione, l’UE dà il via libera

14:40 - Federica Mogherini ha espresso in conferenza stampa a Bruxelles tutta la sua soddisfazione per la nuova agenda comunitaria sulla questione immigrazione:

Dividere le responsabilità in Europa significa acquistare credibilità e la collaborazione con l'Onu è essenziale se vogliamo risolvere il problema. Finalmente arriva una risposta europea, ed è una risposta globale, che coglie tutti gli aspetti del problema. Abbiamo proceduto in modo integrato e coordinato. Nelle ultime settimana l'Europa ha compiuto passi da gigante. Bisogna rafforzare la missione civile in Nigeria, dobbiamo affrontare la questione immigrazione anche prima che le persone arrivino in Libia. Dobbiamo rafforzare l'impegno con i paesi di origine delle migrazioni. Solo cosìriusciremo ad affrontare le cause alla radice dell'emergenza distruggendo le organizzazioni criminali e aiutando i migranti a fuggire dalle loro mani.

Sempre rispondendo ai giornalisti la Mogherini ha escluso che per ora si stia programmano un'operazione di terra in Libia, specificando invece che sono in programma operazioni navali.

Secondo la nuova agenda all'Italia spetterà il 9,94% dei migranti che attualmente risiedono in campi profughi all'estero e che soddisfano i requisiti per ottenere lo status di rifugiati. Come anticipato prima invece all'Italia toccherà l'11,84% dei richiedenti asilo che sono già sul territorio europeo. Il nostro paese è si colloca al terzo posto dietro Germania (18,42%) e Francia (14,17%). Le quote di ciascun paese sono state stabilite in base al numero di abitanti del paese in questione, al suo Pil, al numero di profughi già presenti sul territorio nazionale e al tasso di disoccupazione.

13 maggio 2015 - La Commissione europea ha adottato, come previsto per oggi, la nuova agenda sull'immigrazione. Lo ha annunciato la vice presidente dell'esecutivo Ue e alto rappresentante per gli Affari esteri, Federica Mogherini:

L'Italia dovrebbe avere una quota pari all'11,84%. Ma proprio su questo tema si registrano ancora parecchie divisioni, secondo la Gran Bretagna i migranti andrebbero semplicemente respinti, Slovacchia e Polonia sono invece contrari al sistema delle quote.

BELGIUM-EU-ECONOMY

11 maggio 2015 - Intervenendo al Parlamento Europeo il commissario Ue Jean-Claude Juncker ha ribadito la ricetta al vaglio dell'Unione Europea per fronteggiare a livello comunitario il problema immmigrazione, instaurando un sistema di quote per paesi:

"Occorre rafforzare Frontex per la ricerca ed il salvataggio dei migranti, colpire i trafficanti, introdurre un sistema di quote per la ridistribuzione dei richiedenti asilo nell'Ue e per il ricollocamento di quanti hanno bisogno di protezione da fuori dall'Ue e aprire un canale legale per l'immigrazione qualificata."

Secondo una portavoce del governo europeo, Natasha Bertaud le principali linee guida dell’agenda della Commissione europea per la gestione dell’immigrazione ribadite dalla portavoce dell’esecutivo Ue con delega agli Affari interni e già indicate dal presidente Jean-Claude Juncker al Parlamento europeo vanno esattamente nella direzione indicata da Junker, una direzione sulla quale il mainstream della politica europea sembra volersi necessariamente schiacciare, forse per dare un segno di unità.

Immigrazione, l’UE vicina alla svolta

ITALY-IMMIGRATION-RESCUE-SEA

9 maggio 2015 - Importanti cambiamenti in arrivo in Europa sul fronte della gestione dei migranti che quotidianamente attraversano il Mediterraneo e sbarcano nel nostro Paese e non solo. Le recenti tragedie - l’ultima, quella dello scorso aprile, ha visto morire in acqua oltre 900 persone - sembrano aver aperto gli occhi all’Unione Europa, che il prossimo mercoledì si prepara ad approvare la nuova Agenda Europea sull’Immigrazione.

Sono quattro i punti cardine di questo nuovo testo che fa seguito alle conclusioni del Consiglio Europeo Straordinario dello scorso aprile, alla Risoluzione del Parlamento Europeo dello stesso mese e alle linee guida del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker del luglio dello scorso anno.

L’Agenda, è la stessa Unione Europea a spiegarlo, offrirà un piano ambizioso e completo per gestire la migrazione nel migliore dei modi, sia sul brevissimo che sul lungo termine. Tra i punti principali c’è quello che sta conquistando tutti i titoli principali sulla stampa europea: tutti gli Stati Membri dell’UE saranno obbligati ad accogliere i migranti, in linea con quanto già rivelato nel marzo scorso, probabilmente tramite un sistema di quote obbligatorie di ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi.

In programma anche la lotta al traffico e la prevenzione dell’immigrazione clandestina, andando ad intervenire nei porti da cui partono i barconi, ma anche una nuova politica sull’immigrazione legale, andando ad aiutare i Paesi di origine e dando supporto per sgominare le bande di trafficanti che lucrano sulla disperazione dei cittadini e favoriscono queste traversate potenzialmente letali.

L’Agenda Europea sull’Immigrazione, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2020, sarà adottata dalla Commissione Europea il prossimo 13 maggio a Bruxelles e in quell’occasione sarà ufficialmente illustrata alla stampa in tutti i suoi punti principali.

A questo passaggio, però, dovrà seguire l’approvazione del Consiglio Europeo - e qui si rischia l’intoppo principali, visto che il Consiglio è composto dai capi di Stato dei Paesi Membri, quelli che secondo l’Agenda dovrebbero accogliere i migranti - e successivamente dal Parlamento di Strasburgo. Insomma, il percorso è ancora lungo, ma la macchina sta per mettersi in movimento.

Via | Europa

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