Finlandia: Sipilä guiderà un governo di coalizione con i nazionalisti euroscettici

FINLAND-POLITICS-ELECTION

Il 19 aprile scorso ci sono state le elezioni generali in Finlandia e la maggioranza relativa, come già nel 2003 e nel 2011, è andata al Partito di Centro con il 21,1% dei voti. Dunque, Juha Sipilä, imprenditore di successo e leader della formazione moderata e liberale, sarà nominato a breve premier. Ma la vera novità è inerente alla coalizione che sosterrà il suo governo, che non comprenderà solo il Partito di Coalizione Nazionale, di orientamento liberal-conservatore, ma anche il Partito dei Veri Finlandesi, di fede nazionalista ed euroscettica.

La notizia dell'ingresso nell'esecutivo della formazione anti-europeista è stata lanciata proprio da Sipilä in conferenza stampa, il 7 maggio scorso. E per il premier in pectore non ci sono dubbi che la svolta a destra della Finlandia sarà la soluzione migliore per affrontare le sfide dei prossimi anni:

"Questa è la migliore opzione. La maggiore sfida da affrontare è la situazione economica e abbiamo bisogno di una coalizione forte, capace di progettare riforme e portarle a termine"

Ricordiamo che il leader dei Veri Finlandesi, a cui potrebbe andare il ministero delle Finanze o degli Esteri, è Timo Soini. Un politico che ha grandi risorse oratorie, anticomunista, filoisraeliano e contrario all'euro. Ha chiesto più volte che il suo paese sconfessi tutti gli accordi internazionali firmati sul cambiamento climatico, e ha aperto le porte del suo partito a numerosi ex esponenti di Suomen Sisu, formazione radicalmente xenofoba.

In campagna elettorale il Sipilä ha promesso 200 mila posti di lavoro in dieci anni, attraverso la riforma del mercato del lavoro e del sistema pensionistico. Ovviamente, però, per portare avanti un'azione così decisa dovrà vedersela con i sindacati, che in Finlandia non contano poco.

Un mix di liberismo e populismo sarà l'impostazione di fondo del nuovo governo, che dovrà rispondere a tre anni di dura recessione economica. La crisi che ha investito il paese nord europeo è stata prodotta da una molteplicità dei fattori: dal deterioramento dei conti pubblici alla crisi del settore IT, dal calo dell'export verso la Russia alla crisi dell'industria del legno e della carta.

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